Il potere delle scienze. Produzione del sapere e sfera pubblica

Ciclo di lezioni, ottobre 2006 - gennaio 2007


Nel giro di pochi decenni una doppia evoluzione filosoficamente significativa ha interessato il terreno della ricerca scientifica. Mentre sono diventati più stretti i legami tra attività scientifica e attività tecnica, lo statuto delle rappresentazioni scientifiche si è avvicinato a quello delle rappresentazioni proprie di altre forme di sapere. In entrambi i movimenti si è assistito – anche sotto la critica delle scienze umane – a un effetto di relativizzazione del ruolo delle scienze naturali e ad una riduzione delle loro pretese di universalità, oggettività e neutralità. L’idea lineare di una progressiva approssimazione alla verità sembra regolare sempre meno la comunità scientifica, che appare animata da un pluralismo costitutivo di soggetti, pratiche, metodi che hanno spostato la questione del dibattito scientifico sul piano delle modalità di regolazione delle controversie. Mentre nel dibattito pubblico – anche a causa delle preoccupazioni relative allo scenario internazionale – sono stati agitati gli spettri del relativismo culturale, religioso, politico e, appunto, scientifico, le punte più avanzate delle scienze umane e sociali, della filosofia e delle scienze naturali hanno indicato come sia possibile costruire argomentazioni, ipotesi, dimostrazioni rigorose e attendibili, benché radicate in un ambiente specifico e in un contesto caratterizzato dalla sempre più accentuata autonomizzazione e specializzazione delle sfere di ricerca.

Il ciclo di lezioni del Centro Culturale si propone di avviare una riflessione argomentata, di carattere interdisciplinare, e di riaprire un dibattito sul rapporto tra ricerca scientifica e sfera pubblica, approfondendo i diversi aspetti legati al ruolo delle scienze nella costituzione dei paradigmi culturali. Con “scienze” non devono qui essere intese solo le scienze naturali, cioè quelle scienze le cui applicazioni tecnologiche appaiono oggi essere le principali artefici della realtà materiale. Scienze sono, infatti, anche quelle scienze umane e sociali che contribuiscono in modo decisivo a creare «mondo», liberando la sfera pubblica dalla pericolosa illusione dello “scientismo”, quel complesso di credenze e di valori che attribuisce alle scienze naturali e alla tecnica il potere di risolvere qualsiasi problema dell’uomo. Tra i “poteri” delle scienze vi è certamente quello di aprire possibilità e disponibilità, di costruire linguaggi, vocabolari e grammatiche, ma vi è anche quello di inventare antidoti alle ortodossie che quei linguaggi, quei vocabolari e quelle grammatiche possono generare. Per questo motivo, il significato e la legittimazione del discorso scientifico non possono essere riferiti tanto a «fatti» certi e univoci, a «cose» dirette e tangibili, quanto all’analisi delle pratiche culturali attraverso le quali i «fatti» e le «cose» vengono costituite come forma di attiva «esteriorizzazione» della creatività umana, sia materiale che simbolica. Poiché è lo stesso discorso scientifico ad essere implicato nella costituzione dei «fatti» e delle «cose», non si tratta di contrapporre le scienze alle pratiche, come se queste ultime fossero procedimenti spuri; si tratta di considerarne il loro statuto, costitutivo di realtà, consapevoli del carattere plurale e controvertibile del discorso scientifico.

Senza ripercorrere tutte le fasi della trasformazione e dei dibattiti, preme oggi almeno saggiare gli effetti di fondo che si sono resi visibili sul piano dei rapporti tra ricerca scientifica e sfera pubblica. In particolare interessa la convergenza su almeno un esito: il carattere performativo delle scienze, il loro essere costitutive non solo di singoli «oggetti», ma di interi «mondi». L’espressione «potere delle scienze» significherebbe così non solo la più immediata dimensione del possesso dei saperi per il controllo della sfera pubblica, quanto la più complessa articolazione delle dimensioni culturali delle società alla cui strutturazione le scienze e i saperi partecipano attivamente. Proprio perché il sapere scientifico è un sapere profondamente sociale, quindi ancorato a una dimensione “locale” (cioè “relativa”), le singole ricerche scientifiche possono anche servire da facili coperture ideologiche per decisioni politiche e per interessi economici; malgrado ciò, il carattere talvolta “mondano” del sapere scientifico non può giungere a neutralizzare la più complessiva impresa del dibattito scientifico, che aspira per sua natura al rango di conoscenza rigorosa e argomentata, priva di specifiche connotazioni.

Riepilogo

Anno accademico
Tema
  • Il potere delle scienze
Periodo
Informazioni e contatti La partecipazione è libera. A richiesta si rilasciano attestati di partecipazione. Il ciclo di lezioni L’animale umano gode dell’accredito ministeriale per la formazione del personale della scuola (DM 18 luglio 2005) e, nei limiti della normativa vigente, prevede l’esonero dal servizio per i partecipanti.
Le lezioni si tengono presso la Fondazione Collegio San Carlo, via San Carlo 5, Modena.

tel. 059/421210, fax 059/421260

cc@fondazionesancarlo.it

www.fondazionesancarlo.it

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