Il Nuovo Testamento nella stampa

Da Erasmo ai nostri giorni

  • Martin Wallraff

    Professore di Storia della Chiesa antica – Ludwig-Maximilians-Universität, München

  • martedì 13 giugno 2017 - ore 17.30
Scuola Alti Studi

Tra il cristianesimo e il Libro esiste certamente una particolare e profonda relazione che non si può disconoscere. Persino il profeta Muhammad, da una prospettiva esterna al cristianesimo, ravvisava in questo rapporto un tratto peculiare della tradizione cristiana ed ebraica, al punto da chiamare i membri di queste due comunità religiose la «gente del Libro (in arabo Ahl al-Kitāb)» con l’intento di marcare in modo esplicito la differenza con le altre fedi professate nel mondo arabo. Secondo Muhammad, quindi, il cristianesimo era caratterizzato non dal messaggio, bensì dal medium. Secoli dopo, il cristianesimo poté addirittura essere ridotto tout court al solo medium ed essere descritto come la “religione del Libro”. Tale espressione aveva una duplice accezione: da una parte, era usata in senso dispregiativo ed era intesa come sinonimo di “bibliolatria”; dall’altra, era una formula di apprezzamento impiegata per sottolineare la distanza del cristianesimo rispetto alle cosiddette “religioni del culto”. Da una prospettiva interna al cristianesimo, invece, si riflette molto di rado sul fatto che il messaggio cristiano è legato al medium di un libro, e ancora meno lo si considera o lo si rivendica in modo esplicito come un principio di natura teologica, anche se frequentemente lo si dà per scontato. Eppure, il cristianesimo, diversamente dall’islam, non si è mai presentato con la prerogativa di essere la “religione del Libro”. Nella teologia cristiana, infatti, ciò che funge da medium per la salvezza del credente non è un libro, ma semmai una persona: Gesù Cristo, il figlio di Dio. Da un punto di vista storico, la questione relativa a come accadde che nel cristianesimo questo medium si trasformò nello speciale significato del Libro (non solo della parola o del testo) è ovvia. Tuttavia, raramente è stata posta. Nonostante sia un’impresa importante e auspicabile, una storia dei media nel cristianesimo antico non è stata ancora scritta. […] In conclusione, si può sostenere che il legame del cristianesimo con il suo Libro, la Bibbia – sia se disprezzato come “bibliolatria”, sia se ammirato come “religione del Libro” – è una caratteristica fondamentale di questa tradizione religiosa, specialmente nel protestantesimo con la sua fede e la sua teologia biblica (da M. Wallraff, Kodex und Kanon. Das Buch im frühen Christentum, Berlin, de Gruyter, 2013, pp. 1-2, 6).*

(*) I titoli contrassegnati con l'asterisco sono disponibili, o in corso di acquisizione, per la consultazione e il prestito presso la Biblioteca della Fondazione Collegio San Carlo (lun.-ven. 9-19)

Presso la sede della Biblioteca, dopo una settimana dalla data della conferenza, è possibile ascoltarne la registrazione.

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