FSC Collegio Fondazione San Carlo



Libri in discussione




Nome


Cognome


E-mail

Non verrà visualizzata
all'interno del commento


Commento

Max 8000 caratteri


WEB SOLUTION INTERTECH ITALIA Valid XHTML 1.0! Valid CSS! Level A conformance icon, W3C-WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0

   Istituzione

Libri in discussione

Paolo Prodi
Settimo non rubare
Furto e mercato nella storia dell'Occidente
Bologna, il Mulino, 2009
Apertura dibattito: gennaio - aprile 2010

Apertura dibattito

di Sergio Carletto

Con questo volume, frutto di un decennio di lavori preparatori, Paolo Prodi dimostra che la ricerca storica non è condannata, neppure nel nostro presente e dopo il tramonto delle filosofie della storia di matrice marxista o weberiana, a fare a meno di vaste sintesi per dedicarsi unicamente a ricerche erudite e specialistiche, la cui lettura risulti ostica e aliena dagli interessi del grande pubblico e riservata agli addetti ai lavori. Le sintesi del presente devono tuttavia fare i conti con la consapevolezza crescente della maggiore complessità, e della sfasatura temporale, che intercorre tra la storia delle idee e quella delle istituzioni politiche ed economiche. In particolare ogni spiegazione unilineare e monodimensionale dello sviluppo storico della modernità, condotta in nome della categoria della secolarizzazione, rischia di essere smentita dall'evidenza del persistere e del riemergere del sacro sotto le forme più diverse sino alle religioni politiche del recente passato.

Sono però pochi gli storici che siano oggi in grado, per vastità di letture e di interessi, di dedicarsi a un esercizio "ricostruttivo" di tale complessità animati altresì, come Prodi, dall'intento attualizzante di porre domande al passato a partire dalla deriva del nostro presente che porrebbe pericolosamente in discussione il dualismo tra Stato e Chiesa, e anzi il pluralismo (se consideriamo anche l'autonomia del  forum...




  • Piero Venturelli
    Com'è noto, negli ultimi decenni Paolo Prodi ha dedicato buona parte delle sue ricerche alla storia del "forum" dal basso Medioevo all'età moderna matura, conducendo una serie di riflessioni concernenti la storia delle istituzioni, cioè le strutture che possono gettare un ponte tra la storia di lungo periodo, la "longue durée" di Fernand Braudel, e la storia politica. Questi suoi studi lo hanno portato a pubblicare non soltanto innumerevoli saggi e articoli, ma anche un'ambiziosa trilogia: Il sacramento del potere. Il giuramento politico nella storia costituzionale dell'Occidente (1992); Una storia della giustizia. Dal pluralismo dei fori al moderno dualismo tra coscienza e diritt...
    11/01/2010


  • Stefano Suozzi
    La ricerca che Paolo Prodi conduce ormai da molti anni è dedicata all'indagine sul forum inteso prima come luogo in cui, attraverso il giuramento, si realizza il patto politico e si esercita il potere (Il sacramento del potere, Bologna 1992); poi come luogo deputato alla risoluzione delle contese e all'amministrazione della giustizia (Una storia della giustizia, Bologna 2000); e infine, con il nuovo lavoro Settimo non rubare, come mercato, ovvero come luogo in cui si determina il valore delle cose.

    La storia dell'interpretazione del settimo comandamento e di quanto ricaduto sotto la sua giurisdizione nel corso dei secoli, andando ben al di là del semplice furto o della...
    18/01/2010


  • Luciano Grandi
    La rivoluzione commerciale e l'espansione dell'economia monetaria, che si sviluppano con grande evidenza nel corso del XIII secolo, implicano lo sviluppo di un nuovo concetto di furto che trova proprio nel settimo comandamento il suo centro normativo. Il concetto e la prassi del furto, sottolinea Prodi, sono cambiati insieme ai concetti e alla realtà della ricchezza e della povertà e tale mutamento ha costituito una componente fondamentale sulla strada verso la modernità. Si è passati dalla concezione immobile basata sulla tradizione biblica (il furto come violazione del principio della giustizia) a una concezione dinamica del furto come infrazione delle regole della comunità umana nel possesso dei beni de...
    21/01/2010


  • Luca Baraldi
    Il volume di Prodi costituisce un tassello importante nella configurazione di un processo di ricostruzione storica fondato sull'integrazione delle prospettive e sulla ricchezza derivante dalla reciproca interrogazione tra discipline. La tradizione italiana di studi sul rapporto tra il denaro, la storia sociale e la storia delle religioni, che ha in Giacomo Todeschini uno dei massimi esponenti, fortifica la propria ampiezza di vedute grazie alla ricchezza documentale di cui la ricerca può disporre, e che Prodi sapientemente usa, al fine di costruire uno scenario articolato e saldamente strutturato. In particolare il merito del volume risiede nella capacità dell'autore di incrinare la separazione tra aree tematiche di indagine, ...
    01/02/2010


  • Paola Piacentini
    La lettura dell'opera di Prodi mi suggerisce un confronto che credo meriti di essere approfondito. La riflessione sulla storia dell'economia e del mercato occidentale, la relazione con l'interpretazione del furto come lesione del mercato e del bene comune, soprattutto la definizione del mercato come uno dei fori, tra i diversi che proprio per la loro vivacità e molteplicità caratterizzano la peculiare "rivoluzione permanente" europea, pongono in primo piano come i tre poteri - religioso, politico ed economico - abbiano incessantemente interagito in una dialettica che ha condotto a forme più o meno stabili di equilibrio, in cui il diritto si è imposto come forma efficace di regolazione dei conflitti, con...
    08/02/2010


  • Primo Silvani
    Credo che ancora una volta Settimo non rubare dimostri come la storia possa essere utile nella comprensione del mondo contemporaneo. Al di là dei meriti dell'indagine che Prodi conduce da tempo sui fori in cui si è venuto costituendo il mondo occidentale, è proprio sul capitolo finale, dedicato ad alcune considerazioni sul contemporaneo, che vorrei soffermarmi. L'opera di Prodi, infatti, cerca di mostrare come potere politico, potere religioso e potere economico non siano identità separate e distinte, ma differenti poli di potere all'interno della medesima società (p. 367). Il segreto della nascita e del consolidamento dello Stato moderno e della sua definizione in senso democratico stare...
    15/02/2010


  • Luca Baraldi
    Ornatus sacramentorum est redemptio captivorum (Ambrogio, De officiis, L.III, 138). Il percorso sul quale Prodi ci conduce propone ai nostri occhi una ricchissima pluralità di scenari, di scorci su cui l'attenzione può esitare o focalizzarsi, spaziando dalla storia economica alla storia sociale, dal semplice dettato normativo alla riflessione teologica. Le fonti che riguardano l'argomento in trattazione sono tante e tanto ricche da aver indubitabilmente determinato una rigida selezione. Forse, in questo come in tutti i casi di quadro ben realizzato, ciò che resta esterno alla cornice richiama inevitabilmente la nostra attenzione e le parole di Prodi non possono che suscitare riflessioni ulteriori, talv...
    22/02/2010


  • Alberta Pietri
    L'indagine sul mercato come foro indipendente, autonomo rispetto alla religione e alla politica e sempre in competizione con esse, pur sottolineandone l'indipendenza funzionale, non manca di porre in evidenza il ruolo della religione nella definizione e nel consolidamento dell'architettura istituzionale, così come era già stato fatto da Prodi a proposito del giuramento e della giustizia. Ciò è possibile perché in tutti questi casi il centro della discussione non prende in considerazione il fondamento di legittimità di ciascun foro, dando quasi per scontato che esso sia comunque riconducibile al sacro (anche se in misura minore per quanto riguarda il mercato) e non viene posto in dubbio che ...
    01/03/2010


  • Marcello Alberti
    Nella recente opera di Paolo Prodi credo che valga la pena sottolineare come un tema di grande rilevanza, oltre a quello esplicitamente dichiarato del furto, sia quello del "bene comune". La storia del furto, infatti, procede parallela a quella del bene comune per lunghi tratti, tant'è che la gravità del furto sia come peccato che come lesione del mercato viene sottolineata innanzitutto perché comporta un danno per tutta la comunità: il furto mina infatti le regole e la fiducia su cui si regge il foro del mercato. Tutto ciò muta radicalmente negli sviluppi contemporanei di tale storia, alle soglie dei quali l'opera di Prodi si chiude. Infatti, prima attraverso la preminenza della proprie...
    19/03/2010


  • Claudia Beltrami
    Nel capitolo conclusivo del suo volume, Prodi introduce una breve riflessione sul rapporto tra pluralità dei fori (in particolare sulla competizione tra potere religioso, politico ed economico) e pluralità delle identità culturali. In particolare, nella formazione dello "Stato di mercato chiuso" di fine XIX secolo, mancando la possibilità stessa della pluralità, l'esistenza di comunità comunque indipendenti (per esempio quella ebraica) diviene letteralmente impossibile. Lo stesso Prodi considera tale riflessione un primo spunto per un più accurato approfondimento storico e teorico del problema. Ciò non toglie che occorrerebbe comunque anche un'adeguata riflessione su...
    29/03/2010


  • Filippo Sassi
    Vorrei prendere le mosse da un passo del libro di Prodi che ritengo importante non solo in sé ma anche per il procedere della riflessione dello storico bolognese: «Le riflessioni di Spinoza sulla Borsa di Amsterdam nella seconda metà del Seicento, riprese poi il secolo seguente da Voltaire a proposito della Borsa di Londra, con la constatazione che vi si incontrano e trattano in modo libero e paritario uomini di tutte le religioni, non comportano tanto una nuova secolarizzata fides nella razionalità del mercato contrapposta a quella religiosa, come è stato sostenuto, quanto un'etica condivisa pur nelle diverse appartenenze confessionali» (p. 178).
    Non è necessario aggiun...
    12/04/2010


  • Brunella Orsato
    Il volume di Paolo Prodi insiste sulla doppia risonanza del settimo comandamento, sul suo essere a cavallo tra pubblico e privato, tra dottrina sociale cristiana, democrazia e capitalismo. Questo monito ha svolto un ruolo centrale nella storia europea e ha attraversato numerose fasi: si è passati da una concezione "statica", basata sulla tradizione biblica e sulla legge naturale, intesa come appropriazione di una "cosa" altrui e come violazione del principio fondamentale della giustizia; a una concezione più ampia e dinamica, in cui il furto si configura come violazione fraudolenta delle concrete regole della comunità umana nel possesso e nell'uso dei beni. Ecco allora che "divieto"...
    20/04/2010


  • Chiara Ferrante
    Ragionare sul settimo comandamento consente a Paolo Prodi di aprire una riflessione di ampio respiro sul rapporto tra mercato e politica: capitalismo e democrazia vanno insieme, e l'uno non può vivere senza l'altro. Il rapporto tra politica e mercato è «un fertile dualismo» che è insieme una tensione continua: quando questo legame si è risolto in una perversa simbiosi - come nel colonialismo - i risultati sono stati tragici, come drammatici sono gli esiti dell'attuale mutazione antropologica della società e del suo rapporto con le merci che ha condotto a un'egemonia del potere economico sul politico. Oggi si assiste infatti all'ampliamento di una fascia grigia tra pubblico e privato ne...
    22/04/2010




info@fondazionesancarlo.it Aggiornamento: 09/09/2010
Fondazione Collegio San Carlo - Via S.Carlo, 5 - 41121 Modena (MO) - tel. 059/421211
P.I. 00641060363

Fondazione Collegio San Carlo