Edipo. Storia di un mito


Scrive Albert Camus che «i miti non hanno vita per se stessi. Attendono che noi li incarniamo.
Risponda alla loro voce un solo uomo, ed essi ci offriranno la loro linfa intatta». La storia di Edipo, così come l’aveva immaginata Sofocle nel V secolo a.C., ha rappresentato senza dubbio uno dei racconti mitici più letti e rielaborati dell’Occidente. Paduano si propone dunque di presentare la storia della ricezione e delle reinterpretazioni che sono state immaginate dopo la messa in scena dell’Edipo Re di Sofocle. Nel lungo cammino intrapreso dalla figura di Edipo nella nostra cultura, Paduano riconosce un momento fondamentale di cesura: negli ultimi anni dell’Ottocento, Freud aveva esposto il risultato di un percorso di autoanalisi che lo aveva portato a riconoscere, nelle pieghe della drammaturgia sofoclea, un «fenomeno generale dell’infanzia», la prima delle leggi che governano l’immaginario, vale a dire l’amore per la madre e la gelosia per il padre. Paduano insiste sul fatto che l’interesse di Freud nei confronti di quello che è chiamato comunemente "complesso di Edipo" non corrisponde a un’attenzione generica sul racconto di un eroe, colpevole di parricidio e incesto, ma unicamente sull’intreccio dell’Edipo Re di Sofocle. Sulla base di questo punto di svolta che si realizza in seno alla psicoanalisi, ma che si diffonde molto presto in tutte le forme culturali del primo Novecento, il libro di Paduano è articolato in quattro capitoli: Freud e Sofocle; Sofocle; Da Sofocle a Freud; Dopo Freud. Le prime due sezioni sono relative allo studio delle teorie freudiane e del testo sofocleo: l’analisi è definita dall’autore stesso come «freudiana», sebbene non si tratti di un’omologazione acritica alle teorie di Freud o a quelle della sua scuola. In queste pagine si desidera piuttosto mettere in evidenza come l’Edipo Re sia attraversato da una dialettica freudiana, che si muove opponendo un desiderio represso e la repressione del desiderio stesso. La seconda parte del libro attraversa, da un lato, i testi edipici che si sono susseguiti a partire da Seneca, passando per il grand siècle del teatro francese, in particolare con Corneille, fino a Voltaire e Folard; dall’altro lato, le drammaturgie novecentesche, dall’Edipo e la Sfinge di von Hofmannsthal all’«epidemia edipica» parigina degli anni tra le due guerre mondiali, con le opere di Gide e Cocteau, fino alle riscritture più recenti di Pasolini, Moravia e Dürrenmatt. Il panorama letterario che emerge dal volume di Paduano mette in luce con quanta profondità il mito greco sia stato in grado di parlare alla letteratura europea scoprendo e valorizzando gli aspetti del racconto edipico che meglio erano capaci di offrire una risposta alla complessità del mondo contemporaneo.

Dati aggiuntivi

Autore
  • Guido Paduano

    Professore di Filologia classica - Università di Pisa

Anno pubblicazione 2008
Recensito da
Anno recensione 2008
ISBN 9788843045464
Comune Roma
Pagine 192
Editore