Scienza, tecnica e democrazia

Stato e cittadinanza nella società della conoscenza

  • Pietro Greco

    Direttore Master in Comunicazione della scienza  SISSA - Trieste

  • venerdì 10 Febbraio 2017 - ore 17.30
Centro Culturale

Video integrale

Sono passati ormai molti decenni da quando il padre delle scienze cibernetiche, Norbert Wiener, segnalava l’avvento di una nuova era dell’informazione e della conoscenza e ne prefigurava le enormi opportunità e i rischi non meno grandi.
Oggi quasi tutti riconoscono che il mondo è entrato in una nuova stagione dell’evoluzione culturale e dell’economia dell’uomo, fondata sulla scienza e su quel tipo di tecnologia che, come scrive Luciano Gallino, «incorpora volumi senza fine crescenti di conoscenza scientifica». La società della conoscenza costituisce al tempo stesso lo sviluppo e il superamento della società industriale, fondata sulle macchine e sul lavoro manuale, che a sua volta ha costituito lo sviluppo e il superamento della società agricola, fondata sulla domesticazione di piante e animali e sul lavoro manuale nei campi. La novità della nostra era, naturalmente, non è la conoscenza, ma risiede nel fatto che la produzione di informazione, di nuova conoscenza e di quel tipo di tecnologie che «incorporano volumi senza fine crescenti di conoscenza scientifica» sono diventati i fattori primari «dell’innovazione, della crescita economica, della competitività internazionale delle imprese e dell’economia nazionale». In altri termini, nella società dell’informazione e della conoscenza la produzione dei beni che hanno maggiore successo di mercato è sempre meno caratterizzata da un’alta intensità di lavoro e sempre più da un’alta intensità di conoscenza. […] In realtà, il ruolo primario della conoscenza – e in particolare della conoscenza scientifica – non riguarda solo la dimensione economica, ma investe l’intera società, rimodellando in maniera incessante il dibattito culturale, etico, religioso, ambientale, politico.
La conoscenza è diventata il nuovo e il più importante fattore di inclusione o, purtroppo, di esclusione culturale e sociale all’interno delle nazioni e tra le nazioni. Viviamo, dunque, nell’era in cui l’informazione e la conoscenza sono diventate i perni principali intorno a cui ruota la dinamica della società umana. Tanto che la posta in gioco del conflitto sociale non è più (solo) il possesso dei mezzi di produzione, come nell’era industriale, ma (anche e maggiormente) il possesso dei mezzi di ideazione: ovvero degli strumenti che consentono di generare, elaborare e trasmettere l’informazione e la conoscenza. La transizione dall’era industriale all’era dell’informazione e della conoscenza non è neutra. Non è avvenuta – non sta avvenendo – senza traumi. D’altra parte ogni nuova fase nella storia evolutiva della cultura e dell’economia dell’uomo è caratterizzata da una carica distruttrice che rompe i vecchi equilibri e da una forza creatrice che consente di ricomporne di nuovi. In queste «transizioni enormi» sono enormi anche le schiere dei vincitori e dei vinti. Le grandi innovazioni tecnologiche sono, insieme, causa ed effetto delle grandi transizioni sociali, culturali ed economiche. Esse non sono mai “mutazioni neutre”, ma sempre elementi di forte perturbazione del sistema sociale. Promuovono irreversibilmente “emergenze”: la nascita di nuovi attori sociali, di nuovi conflitti e di nuove poste in gioco dei conflitti, di nuove alleanze e di nuove divisioni tra i gruppi sociali. Le conseguenze di queste perturbazioni – ovvero la risposta del sistema sociale – non sono mai né prevedibili a priori né monotone. Al contrario, sono diversificate, spesso spiazzanti, sempre contraddittorie. Il processo di transizione da un’èra all’altra non solo non è mai neutro. Ma neppure è mai deterministico. Né è mai ineluttabile. La transizione può assumere diverse forme, momentanee o stabili, desiderabili o non desiderabili, a seconda di ogni e ciascuna ottica dalla quale la si osserva: economica, culturale e sociale.

(da P. Greco e V. Silvestrini, La risorsa infinita. Per una società democratica della conoscenza, Roma, Editori Riuniti, 2009, pp. 65-68)

 

(*) I titoli contrassegnati con l'asterisco sono disponibili, o in corso di acquisizione, per la consultazione e il prestito presso la Biblioteca della Fondazione Collegio San Carlo (lun.-ven. 9-19)

Presso la sede della Biblioteca, dopo una settimana dalla data della conferenza, è possibile ascoltarne la registrazione.

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