Storia


Collegio dei Nobili

“Fondazione Collegio San Carlo di Modena” è la denominazione recente di un’antica Istituzione nata a Modena ai primi del Seicento dall’impulso di una Congregazione di laici devoti, “umili artieri”, guidata dal sacerdote Paolo Boschetti. Con l’intento di fornire la necessaria cultura di governo al ceto nobiliare, nel 1626 l’Istituzione diviene Collegio dei Nobili di San Carlo, aperto ai figli delle famiglie nobiliari italiane e di altri paesi europei, secondo un modello educativo che colloca gli studi scientifici e giuridici accanto a quelli teologici, letterari e filosofici. Grazie anche alle risorse reperite dal Boschetti e a cospicui lasciti, lo sviluppo del Collegio è rapidissimo: nel 1662 riprende le letture universitarie dell’antico Studium modenese che diviene Studio Pubblico in San Carlo; nel 1685 lo Studio diviene Università con piena facoltà di addottorare. Numerosi e prestigiosi i docenti: tra gli altri, lo storico Ludovico Vedriani, il fisico Lazzaro Spallanzani, il medico Bernardino Ramazzini; insigni gli allievi: l’umanista Ludovico Antonio Muratori, il poeta Ippolito Pindemonte.

Una serie di cambiamenti

Per quasi un secolo il Collegio coincide con l’Università finché, nel 1772, il duca Francesco III separa le due realtà: le lezioni universitarie escono dal Collegio, insieme alle consistenti dotazioni librarie, per andare a costituire l’Università del Ducato. Il Collegio conserva quindi solo le scuole basse e il suo raggio d’azione si restringe. È la prima grande interruzione di continuità nella vita istituzionale del Collegio che dal 1626 aveva tenuto fermi i propri scopi, i destinatari, gli organismi direttivi e gli orientamenti di valore. Nella tarda estate del 1797, con l’arrivo dei francesi, il Collegio è travolto dall’ondata giacobina e diviene in rapida successione Collegio Civico, poi Collegio Municipale con la Repubblica Cisalpina e infine Collegio Nazionale con il napoleonico Regno d’Italia. Soppressa la Congregazione, nel 1805 la direzione del Collegio viene affidata al Rettore e a due cittadini nominati dal Governo. Viene così inaugurato il sistema di conduzione che sarebbe rimasto immutato, pur nei cambiamenti di regime e di Enti di nomina, fino a tempi recenti. Nonostante il ritorno dei Duchi, è ormai superata l’idea di cultura che aveva retto il Collegio dei Nobili: nell’Ottocento le porte vengono aperte ai figli della borghesia e calano nella prassi pedagogica le nuove idee che rivendicano per un altro ceto la funzione di riferimento e di guida. Così il Collegio assume preminenti finalità di istruzione che si accentuano, con la transizione al Regno d’Italia, quando le Scuole del Collegio divengono parificate e recepiscono i programmi governativi, pubblici e laici. Il tratto distintivo del Collegio si concentra allora nella “educazione”, che ha i suoi punti di forza nell’internato, negli insegnamenti integrativi e soprattutto nella formazione religiosa. Luogo di formazione dei ceti dirigenti, il San Carlo entra anche a far parte del cursus honorum dei nuovi amministratori locali, curandone selezione e formazione. Attentamente vigilato dai poteri pubblici, il Collegio vede progressivamente assottigliarsi la propria autonomia con il trapasso al regime fascista, quando vengono preparati nuovi progetti di nazionalizzazione.

 

Fondazione di diritto privato

Nel 1954, dopo gli anni difficili della guerra e della ricostruzione, il Collegio cambia la propria natura giuridica, diventando una Fondazione di diritto privato. Prende così avvio una nuova fase che, nei decenni successivi, conduce alla riconversione del San Carlo da Istituto di istruzione a Fondazione culturale, con un autonomo progetto di attività. La dismissione delle scuole parificate viene avviata nel 1963 con le Medie inferiori e culmina nel 1970 con la fuoriuscita del Liceo ginnasio. Un nuovo Statuto reinterpreta le finalità formative originarie secondo una nuova idea di cultura e di formazione che fa appello diretto alla filosofia, alle scienze umane e sociali e alle scienze religiose. A fianco del Collegio sono istituiti il Centro Culturale e il Centro Studi Religiosi, sorretti dalla nuova Biblioteca San Carlo. Nell’anno accademico 1995/1996 prende avvio la Scuola Internazionale di Alti Studi “Scienze della Cultura”, che si dota di un Comitato Scientifico internazionale e di un originale progetto di formazione e ricerca residenziale per allievi laureati, sostenuti da borsa di studio. Dall’anno accademico 1998/1999 il suo Diploma di perfezionamento triennale viene riconosciuto equipollente al titolo di dottore di ricerca rilasciato dalle università italiane, coronando il nuovo corso dell’Ente che torna a gestire autonomi studi di livello universitario.

 

Il San Carlo oggi

In continuità con la rinnovata missione istituzionale, orientata all’educazione intellettuale e civile dei giovani, all’elaborazione e alla diffusione della cultura per l’intera cittadinanza, la Fondazione San Carlo è oggi un centro di formazione accademica e di diffusione della cultura riconosciuto a livello internazionale, frequentato da cittadini, studenti, ricercatori e docenti provenienti da tutto il mondo. Attraverso la Scuola di Alti Studi, la Fondazione promuove attività di ricerca nelle discipline umanistiche con percorsi di dottorato e di specializzazione postlaurea. Attraverso il Collegio, che rientra nella Conferenza dei Collegi Universitari di Merito riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, offre servizi e attività formative rivolte a studenti universitari. Il Centro Culturale e il Centro Studi Religiosi propongono percorsi di approfondimento, interdisciplinare e multidisciplinare, su temi di carattere filosofico, politico, sociale e religioso, rilevanti per la comprensione del mondo contemporaneo. Per supportare percorsi di studio individuali la Fondazione mette inoltre a disposizione del pubblico il patrimonio della propria Biblioteca specializzata. Lo sviluppo costante di tali attività ha consentito all’istituzione di elaborare un progetto culturale autonomo, articolato e organico, in grado di rivolgersi, con metodologie e linguaggi specifici, a tutte le fasce di età. Anche per questo la Fondazione San Carlo si presenta oggi come luogo di vera e propria riflessione culturale di carattere specifico e originale, in cui la ricerca accademica non è svincolata dall’impegno civile e i linguaggi specialistici convivono con la dimensione della divulgazione e della discussione pubblica.