Chiesa madre, chiesa matrigna


Il breve e densissimo saggio di Melloni ha il pregio di stilare una precisa agenda dei lavori che attendono i protagonisti del dibattito all’interno del cattolicesimo. Se infatti esiste e viene proclamata da voci autorevoli l’attesa di una riflessione generale (“il Vaticano III”) è per il fatto che la società è disposta a concedere spazi immensi all’azione concreta dei cristiani soltanto a patto che sia ignorata la loro motivazione. Sempre più spesso si accetta che l’esperienza di fede venga ridotta a religione civile per ottenere rispettabilità politica. Accanto a questo aspetto vi è l’importante tema della definizione del ministero petrino: il papa è diventato un punto legittimante soprattutto in ordine al funzionamento del sistema, mentre il cattolicesimo ha continuato a sviluppare forme di vita variegate e autosufficienti, proprio perché la crescita del prestigio papale ha permesso a tante esperienze di isolarsi fino a diventare di fatto delle autocefale. Il fenomeno dei movimenti da un lato sembra indicare il segno di una rinascita religiosa, dall’altro pone il problema di come regolare la compresenza di esperienze lontane per stile e riferimenti spirituali. Il cattolicesimo deve decidere se sviluppare la sua identità verso un grande “network di siti religiosi” riservati a una clientela registrata o verso un “santuario” aperto e ospitale, che accoglie ognuno con il proprio dono. Ciò avviene mentre si assiste al perdurare della crisi del prete, diventato una figura senza identità stabile (nel panorama del cristianesimo mondiale è emerso un “nuovo clero”, che ha soppiantato il sacerdozio nel senso tridentino), prigioniero di incombenze burocratiche che restringono la “cura animarum” in un ambito prevalentemente organizzativo. Allo stesso tempo anche gli atti del magistero hanno perso rilievo, scavalcati dai gesti e ridotti a pedine di una politica dottrinale: lo stesso successo mediatico del papa ha finito per togliergli le prorogative più alte, infittendogli l’agenda di incombenze quotidiane e di atteggiamenti che mutuano il linguaggio dalla retorica politica. Melloni conclude sottolineando tre punti sui quali la Chiesa è chiamata a un continuo confronto: il fatto che il “valore” ha sostituito il bene, facendo sì che le chiese acquistano agli occhi della società le funzioni di agenzie che orientano verso valori essenziali perdendo tuttava il contenuto della grazia; il tema della pace, cruciale per cogliere i segni dei tempi; il tema del perdono, che non deve significare assoluzione, bensì decifrazione del volto dell’altro. Mentre i martiri “feriali” del XX secolo toccano i fedeli meno dello sguardo bruciante della spiritualità eccitata, la chiesa si muove verso un miracolismo che fa di Gesù soprattutto un deposito di poteri magici e non un modello evangelico di perdono

Dati aggiuntivi

Autore
  • Alberto Melloni

    Professore di Storia del cristianesimo - Università di Modena e Reggio Emilia

Anno pubblicazione 2004
Recensito da
Anno recensione 2004
Comune Torino
Pagine 155
Editore