Potere e secolarizzazione

Le categorie del tempo


È riproposto oggi, a distanza di vent'anni, il volume con il quale Marramao presenta e filtra un'analisi genealogica del potere, attraverso i concetti chiave della modernità, "progresso", "liberazione" e "rivoluzione", fatti ruotare attorno all'asse delle figure del tempo. Il testo s'inseriva allora nella proposta concettuale della contemporanea Begriffsgeschichte, incorporando il contributo della pratica metaforologica di Blumenberg, insieme alla lezione di Koselleck, Conze e Brunner, e tenendo presente l'indagine "archeologica" di Elias Canetti. In questo modo riusciva a investigare e ricostruire una "semantica del tempo" alla ricerca di quel nesso fra nuclei simbolici, componenti semantiche e modelli teorici da cui si origina il complesso delle motivazioni, degli impulsi e degli orientamenti normativi dell'agire che sta alla base tanto della storia delle idee quanto della storia materiale. La prefazione a questa nuova edizione si presenta come il luogo di un ripensamento teorico, alla luce dell'urgenza del presente e dello spessore del tempo trascorso dall'iniziale reazione alla proposta "postmoderna" di Lyotard e Rorty. In essa si ripercorrono l'origine, lo sviluppo e l'obiettivo dell'opera: bilancio, giustificazione e distanza retrospettiva diventano strumenti per cogliere le tracce nel tempo dell'ipotesi filosofica della secolarizzazione. Accanto a questa riflessione si affianca una valutazione sulla fondatezza della portata teorica in rapporto alla sua tenuta storica: «Paradosso e ironia della sorte vogliono adesso che le tesi da me allora prospettate si ritrovino molto più a proprio agio nell'odierna temperie, segnata dalle riflessioni portate avanti dai teorici della società ‘postsecolare' e dalla cosiddetta critica ‘postcoloniale'» (p. 10). È il passaggio dalla modernità all'ipermodernità (Marc Augé) a richiedere nuove proiezioni teoriche sullo scenario del presente, visto nei suoi aspetti di accelerazione e distruzione dell'esperienza, teatro di un passato che ha smesso di insegnare e che genera ora un "futuro passato". La categoria della secolarizzazione è confrontata con le sue versioni riduzionistiche, quando è intesa come scomparsa della religione dallo spazio pubblico (la tesi della ‘religione invisibile')" e quando si invoca una sorta di eccezionalismo europeo (pp. 12-13), al quale preferire invece una visione come quella di Toynbee in The World and the West, tesa a privilegiare il "resto del mondo" rispetto all'Occidente. Il processo storico ha infatti portato le scienze umane a ridefinire le sue categorie universali di "natura umana" e "ragione" e a intrecciarle con una "politica del contingente" e un' "etica della finitudine".

Dati aggiuntivi

Autore
  • Giacomo Marramao

    Professore di Filosofia teoretica – Università di Roma Tre

Anno pubblicazione 2005
Recensito da
Anno recensione 2007
Comune Torino
Pagine 292
Editore