Prossimità  e ulteriorità. Una ricerca ontologica per una filosofia prima


In questo studio Armando Rigobello prosegue il proprio cammino di ricerca antropologica, al fine di precisare ulteriormente il senso dell’avventura esistenziale umana, nonché le ragioni a sostegno della tesi secondo cui a rendere possibile una "filosofia prima", vale a dire un’indagine intorno alle "questioni ultime", sia in quanto tale la struttura ontologica dell’essere umano. Per conseguire tale scopo l’Autore si vede costretto a scegliere non un concetto sintetico, ma una coppia concettuale, quella di ulteriorità e prossimità, che "ci danno l’immagine, quasi la radiografia, della condizione umana, del suo statuto ontologico ed esistenziale: esitazione, esigenza di compimento, contestazione e affermazione, impegno e ardua intenzionalità regolativa" (p. 64). Solo una siffatta endiadi concettuale sembra in grado di restituire un barlume della dinamica che contrassegna l’esistenza umana, la cui cifra sintetica sembra essere la struttura di un "già, non ancora". Nella ricerca intorno alla coimplicazione di prossimità e ulteriorità Rigobello si confronta a fondo con correnti filosofiche e autori a lui cari come la fenomenologia husserliana, Lévinas, Kant, Sant’Agostino, Hegel, Heidegger, Marcel, ma al tempo stesso non disdegna di misurarsi con pensatori che dubitano o intendono addirittura negare che l’interrogazione circa il "senso" possa in qualche modo indicare un "senso finale". È questo il caso di autori come Sartre e Deleuze, o di correnti di pensiero quali il contesto analitico in cui si situa una "ragione calcolante", il "pensiero debole" e la "decostruzione" (cfr. pp. 57-65). Forte di questo confronto, che – ad avviso di Rigobello – conferma il fatto che, nonostante tutto, la questione del "senso" è la matrice più profonda della filosofia contemporanea, l’Autore cerca di esplicitare in che senso l’"ulteriorità nella prossimità è la ‘cifra’ di una filosofia prima, cioè di un’ontologia emergente dal vissuto" (p. 72). In questo senso, Rigobello aderisce all’ipotesi che l’ulteriorità assuma un "volto personale" e che il trascendimento sperimentato dalla persona umana si compia in una Persona. Il che però non toglie il carattere enigmatico (benché non paradossale) di "già, non ancora" che segna la condizione umana: "Nella prossimità, infatti, urge un’istanza di comunione e contemporaneamente l’avvertimento di un’alterità. Annullare la differenza significherebbe perdere la propria autenticità" (p. 80).

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 2009
Recensito da
Anno recensione 2009
ISBN 9788849822663
Comune Soveria Mannelli
Pagine 111
Editore