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L’oratorio musicale del ‘600

Forma, struttura e fortuna


Nell’ambito dei 400 anni della nascita della Fondazione Collegio San Carlo, l’Associazione Musicale Estense (Grandezze & Meraviglie) propone l’iniziativa del Progetto Speciale FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo – MiC) “Modena Capitale dell’Oratorio Musicale” –Musica antica al San Carlo: l’oratorio sacro al tempo di Francesco II D’Este”, una serie di tre incontri e un concerto da giovedì 1 dicembre a giovedì 11 dicembre.

Il primo appuntamento, dal titolo “L’oratorio musicale del ‘600. Forma, struttura e fortuna”, si terrà giovedì 1° dicembre alle ore 18:00, presso la Fondazione Collegio San Carlo, e vedrà la partecipazione di Piero Mioli (Accademia Filarmonica). Nell’incontro si procederà a una disamina del genere dell’oratorio e della sua genesi a partire dagli spazi fisici destinati alla preghiera, approfondendo i principali compositori dell’oratorio barocco e la sua struttura formale e musicale.

Il termine oratorio mantiene ancora oggi il significato originario di luogo destinato alla preghiera. Nel Seicento, epoca della sua affermazione, il termine passò a indicare anche la musica eseguita in tali spazi: “oratorio” divenne dunque non solo il luogo, ma anche la forma musicale che vi prendeva vita. In quegli anni, tra Roma, Napoli, Bologna e Modena, numerosi compositori si dedicarono a questo genere, dapprima su testi latini e successivamente in lingua italiana, ispirandosi a episodi biblici o alla vita dei santi.

Tra i modelli più rappresentativi si distingue lo Jephte di Giacomo Carissimi, considerato uno dei capisaldi del genere. La struttura musicale dell’oratorio ricalca quella dell’opera, con l’alternanza di recitativi e arie, ma priva di azione scenica o movimento teatrale. La narrazione era spesso affidata a una voce narrante – generalmente un tenore – che guidava l’ascoltatore attraverso la vicenda, anticipando in parte la funzione che avrebbero avuto, nel secolo successivo, gli Evangelisti nelle Passioni di Bach.

Alessandro Scarlatti è tradizionalmente riconosciuto come una delle figure più eminenti dell’oratorio barocco. La ricchezza delle fonti manoscritte e l’ampiezza degli studi dedicati testimoniano la vitalità e la diffusione di questo genere, che rappresenta una delle espressioni più significative della spiritualità musicale del XVII secolo.

PIERO MIOLI. Bolognese, insegna storia della musica, è presidente dell’Accademia Filarmonica di Bologna e della Cappella dei Servi, svolge attività di divulgatore e conferenziere. Ha pubblicato saggi e volumi su Martini, Gluck, Rossini, Donizetti, Verdi, il canto e la cantata, un manuale di storia della musica, un dizionario di musica classica, numerosi atti di convegno ed edizioni integrali di libretti, una storia dell’opera italiana in 4 volumi. Con Lyra e Musica ha descritto la storia del mondo sulla traccia del teatro d’opera dalle origini a oggi.

Lunedì 1 dicembre ore 18.00
Fondazione Collegio San Carlo
L’oratorio musicale del ‘600. Forma, struttura e fortuna
Saluti istituzionali (Fondazione Collegio San Carlo)
Con Piero Mioli (Accademia Filarmonica di Bologna)

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti

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“Musica Antica al San Carlo: l’oratorio sacro al tempo di Francesco II d’Este” in “Modena Capitale dell’Oratorio Musicale” è un progetto dell’Associazione Musicale Estense Grandezze & Meraviglie in collaborazione con la Fondazione Collegio San Carlo, sostenuto dal MiC – Direzione Generale Spettacolo Progetti Speciali Musica 2025 e Fondazione di Modena e con la direzione artistica di Enrico Bellei.

Il progetto si inserisce nell’ambito delle Celebrazioni per il 400° Anniversario della Fondazione Collegio San Carlo, realizzate con il sostegno di Unicredit e di Fondazione di Modena.

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