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Caratteri in archivio. Dalla scrittura alla stampa

Una narrazione in streaming per la settimana regionale della didattica in archivio


In occasione dell’edizione 2021 di Quante storie nella Storia, settimana regionale di promozione dell’educazione al patrimonio in archivio, in programma da lunedì 3 a domenica 9 maggio, la Fondazione San Carlo apre le porte del suo archivio storico, attraverso uno speciale approfondimento sul momento di passaggio, e coesistenza, fra la stampa e la scrittura manuale del testo.

L’analisi delle carte e degli strumenti della scrittura o della stampa, delle impronte, delle matrici, dei segni che la mano, l’inchiostro o il torchio lasciano sulla carta concorre a dare un colore ad una storia, a leggere fra le righe di un documento, consentendone a volte una collocazione geografica, o temporale, o facendo nascere altre ipotesi nel caso del tutto particolare dell’intestazione stampata di una lettera manoscritta.

Il racconto proposto, visibile in streaming sul sito e sul canale YouTube della Fondazione, illustra alcune tecniche di stampa: i caratteri mobili, la stereotipia, la xilografia e la calcografia.

L’apertura virtuale degli archivi prevede quest’anno la rubrica speciale “Vi racconto una storia” e la Fondazione San Carlo ha scelto Giovanni, studente del Collegio FSC, per raccontare una delle tante storie che compongono l’archivio. Storie di vita vissuta che rappresentano il presente di chi le scrive e il passato di chi le legge, trasmettendo un’idea di archivio, ben nota agli archivisti ma non sempre immediata per il pubblico, di contemporaneità.

Lo speciale rientra nel “Laboratorio duemilaventisei”, percorso partecipato di approfondimento della propria storia, di riflessione sul proprio presente e di progettazione del proprio futuro avviato dalla Fondazione in vista dei suoi 400 anni.

Quante storie nella storia è promosso dall’Istituto per i beni artistici culturali e naturali della regione Emilia Romagna, dalla sezione regionale dell’Associazione Nazionale Archivista Italiana e dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Emilia Romagna.


Guarda il video racconto

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Pubblicata da: Fondazione il 03-05-2021