Il cielo sceso in terra

Le radici medievali dell'Europa


Nel momento in cui l’Unione Europea redige faticosamente i fondamenti della sua Costituzione e in cui si discute sulle radici cristiane del nostro continente, il volume di Le Goff vuole dimostrare come sia difficile ridurre “ad unum” l’elemento fon-dante di una comunità che è la risultante di un incrocio etnico e sociale di popola-zioni. L’Europa ha cominciato a delinearsi pienamente nel Medioevo, caratterizzato certamente dal cristianesimo (che, sottolinea l’autore, ha svolto un ruolo fondamen-tale nel preparare l’Europa unita e nel darle valori originali), a partire proprio dall’interazione di opposizioni e dall’apparire e consolidarsi delle nazioni. Uno di questi elementi viene individuato nel giuramento del re, che si impegnava nei con-fronti di Dio, della Chiesa e del popolo: questo elemento innovatore, dopo un lun-ghissimo percorso, ha portato il popolo, o meglio un organismo che lo rappresenta, a controllare il potere. Le Goff elenca inoltre una lunga serie di istituzioni che han-no avuto luce nei secoli “bui” del Medioevo e che hanno dato luogo a sviluppi stra-ordinari: gli ordini mendicanti (promotori, grazie alle opere di carità, di un’Europa della sicurezza sociale), la nascita e lo sviluppo delle città da nuclei legati al potere signorile o a un’attività commerciale, l’idea di nazione, la cesura tra mondo occi-dentale e orientale. Viene anche evidenziata l’importanza della cultura popolare che, a partire dall’XI secolo, tornò a manifestarsi in alternativa alla forza della Chiesa e a quella del “castello”. Viceversa, fare di Carlo Magno il padre dell’Europa è una deformazione del processo storico che ne è seguito: la sua Euro-pa era limitata dal punto di vista territoriale, mentre la sua incoronazione rappresen-tò un ritorno al passato e non un progetto volto all’avvenire. È innegabile però che l’abbozzo di un’unificazione giuridica, l’unificazione monastica sotto il segno della regola di san Benedetto e l’impulso dato alla cultura contribuirono a gettare le basi della futura Europa. Tra la metà del XII e la metà del XIII secolo si colloca poi un profondo cambiamento di valori nelle società cristiane europee, legato alla presa di coscienza del grande sviluppo conosciuto dalla cristianità. In questo periodo i valo-ri scendono sulla terra: la trasformazione del lavoro da valore negativo di penitenza (sancito dalla Bibbia a partire dalla cacciata di Adamo) a collaborazione dell’uomo all’opera creatrice di Dio; la legittimazione dell’attività dei mercanti; la piena defi-nizione del ritmo settimanale (anch’esso di derivazione biblica) con la sua alternan-za di lavoro e riposo, che permetteva un più efficace utilizzo della forza umana, fo-riero di quello sviluppo economico che proprio nel continente europeo diede vita alla trasformazione della società.

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 2004
Recensito da
Anno recensione 2004
Comune Roma-Bari
Pagine 344
Editore