Il miracolo e la sua prova – Fondazione Collegio San Carlo

Il miracolo e la sua prova

Un etnologo a Lourdes


Partendo da una ricerca ormai pluriennale sui fenomeni di guarigione “miracolosa” legati al santuario di Lourdes, Clara Gallini, già allieva di Ernesto De Martino e attualmente docente di Etnologia all’Università di Roma “La Sapienza”, conduce un singolare percorso di lettura del romanzo Lourdes di Émile Zola. Nella sua personale rilettura, la studiosa analizza vicende, personaggi e luoghi, anteponendo sempre il punto di vista di Zola alla propria riflessione critica: l’intento programmatico, espresso fin nelle pagine iniziali del testo è quello di leggere il romanzo “da antropologo”, nel quadro dello studio delle procedure testuali che sta acquisendo molto spazio nell’ambito dell’antropologia interpretativista. Edito per la prima volta a Parigi nel 1894 come primo della serie del ciclo delle Tre città, tacciato di mistificazione e messo all’indice, il romanzo di Zola affronta con sconvolgente attualità temi oggi al centro del dibattito di antropologi e storici delle religioni: il crollo delle grandi utopie razionalistiche, la rinascita del sacro e le ricerche individuali di salvezza contro le moderne apocalissi. Sotto forma del racconto del viaggio verso la guarigione e di registrazione dell’angoscioso e continuo interrogarsi del protagonista Pietro (un alter Zola), Lourdes propone un’inquietante riflessione sul fallimento della scienza (la bancarotta della scienza) e dei suoi ideali di progresso, una scienza che si è rivelata incapace di realizzare le sue trionfalistiche promesse di trasformazione del mondo ed è crollata come singolo valore dominante scatenando la corsa collettiva ai piedi della Vergine di folle sterminate, “un solo essere, capace di moltiplicare sopra di sé la potenza dell’autosuggestione”, alla ricerca supina del miracolo. Il romanzo si situa qui tra due libri: La folla delinquente di Scipio Sighele (1891) – di cui l’autrice ha peraltro curato l’edizione italiana (Venezia 1985) – , e la Psicologia delle folle di Gustavo Le Bon (1895), che individuano nella folla il nuovo protagonista sociale dell’età moderna, esposto ad essere preda di processi tanto suggestivi quanto rischiosissimi perchè incontrollabili; così le folle che si accalcano davanti alla Grotta di Lourdes sembrano mosse da una “forza sconosciuta”, “una forza di consolazione, di speranza, di vita”: nasce dunque il dubbio di un inganno collettivo che agisca all’interno degli stessi corpi forse creandovi processi trasformativi e che si traduce nelle storie delle diverse “guarigioni” che il romanzo racconta.

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 1998
Recensito da
Anno recensione 1998
Comune Napoli
Pagine 275
Editore