Il partito di Dio – Fondazione Collegio San Carlo

Il partito di Dio

La nuova galassia dei cattolici italiani


La Chiesa italiana ha da poco celebrato il proprio decennale Convegno Ecclesiale per fare il punto sulla sua condizione: ne sono emerse sfide cariche di insidie, come il rapporto con la società, un rinnovato rapporto con il laicato, la forte presenza di altre religioni. Nel periodo trascorso dal precedente Convegno, la Chiesa ha operato una gigantesca mobilitazione delle sue componenti (media, movimenti, associazioni, uomini e donne impegnati in politica) che costituiscono quel "partito di Dio" di cui si occupa l'autore di questo volume. Il partito di Dio è appunto quell'insieme di componenti laicali che sono state chiamate a raccolta per difendere i principi non negoziabili sui quali si basa la Chiesa cattolica (la vita fin dal concepimento, la famiglia, l'indissolubilità del matrimonio), intorno ai quali essa ha ingaggiato un'insistita controffensiva culturale. Una mobilitazione intesa a sconfiggere i nemici individuati soprattutto nella separazione tra morale e progresso scientifico e nel relativismo culturale. Le pagine di Damilano mettono in evidenza che la dirigenza della CEI ha voluto assumere il ruolo di coscienza morale del nostro paese, puntando la propria azione sui temi di morale sessuale e di bioetica. Il modello di riferimento sembra essere quello dei partiti negli Stati Uniti: le campagne legislative pro life, l'utilizzo massiccio dei mezzi di informazione, la creazione di gruppi di pressione che condizionano e modificano l'agenda della politica nazionale. Un importante banco di prova di questa impostazione è stato il referendum del 2005 (concernente la legge sulla procreazione assistita), in cui la mobilitazione promossa dalla CEI è riuscita ad annullare la consultazione. Questo avvenimento ha fatto guardare alla Chiesa cattolica italiana come all'unico potere forte rimasto in circolazione, ma al tempo stesso ha ulteriormente acuito la distanza tra la componente ecclesiale aderente alla linea post-conciliare (più attenta ai valori della dottrina sociale, della giustizia, della legalità, del rapporto guerra/pace) e quella più attenta alla sfera più intima delle persone. Si è inoltre provocato l'appiattimento della pastorale su alcuni temi morali, la concentrazione dell'attenzione sulla presenza e sulla visibilità sociale della Chiesa, l'affievolimento dell'annuncio del messaggio cristiano nella quotidianità. Tutto questo, conclude l'autore, ha portato a dare della Chiesa italiana un'immagine esterna di grande compattezza (con una leadership centralizzata che interviene a tutto campo), ma al prezzo dell'arresto della discussione al suo interno su questioni decisive (il dialogo interreligioso, il rilancio di un'evangelizzazione autentica, il rapporto non conflittuale tra scienza e fede) i cui esiti si potranno chiarire alla fine di questa stagione di forte mobilitazione politica.  

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 2006
Recensito da
Anno recensione 2007
Comune Torino
Pagine 217
Editore