Islam ed Europa – Fondazione Collegio San Carlo

Islam ed Europa


Lo scopo del saggio è dimostrare che l’Islam non può essere considerato “totalmente altro” rispetto alla cultura occidentale, visto che ha contribuito alla sua costruzione. Come il Cristianesimo e l’Ebraismo, anche la religione islamica, nel suo diffondersi, non poteva non costituire fonte di conflitto e di opposizione. La ricostruzione delle modalità con cui l’Islam si è sviluppato permette però all’Autore di sottolineare come sia un errore considerare l’Europa un’entità geoculturale da sempre in opposizione all’Asia. Proprio dall’Oriente infatti hanno avuto origine le tre religioni del Libro che nel nostro continente hanno avuto tante occasioni (politiche, commerciali, demografiche ecc.) per venire in contatto. Fin dal secolo VIII il ruolo dell’Islam è stato di grande importanza all’interno del continente europeo: il suo dinamismo e le varie ondate con cui esso ha investito il nostro continente hanno comportato, come effetto benefico, l’apprendimento di tecniche agricole e di conoscenze scientifiche, l’attenzione per l’igiene personale, la diffusione di stili di vita che hanno lasciato segni profondi e utili allo sviluppo. Da un certo punto di vista, lo stesso Rinascimento può essere considerato una ‘reazione’ agli splendori dell’Oriente musulmano, che aveva offerto modelli di lusso e di civiltà, uniti ad una conoscenza profonda dei testi classici. Il ritorno rinascimentale a quei testi non offriva ‘solo’ un nuovo modello per un futuro europeo che modificasse in senso secolare la centralità della dimensione religiosa, assegnando un ruolo più ampio ad altre forme di sapere e di azione; esso era visto anche come una risposta all’egemonia dell’Islam nel campo della cultura classica. Grazie al commercio – in cui Venezia, per un lungo tempo esercitò il proprio ruolo egemonico e di ponte tra le varie sponde del Mediterraneo – si posero le premesse per una cultura condivisa di grande complessità e ricchezza. Queste premesse non possono però essere oggi cancellate a causa delle paure relative all’accresciuta presenza dell’Islam nelle nostre città. La “richiesta” di Islam nelle nostre società può infatti essere considerata anche come una compensazione rispetto all’esclusione dalla cittadinanza. Proprio perché l’Islam è parte non soltanto del nostro passato, ma anche del nostro presente, dobbiamo renderci conto della sua importanza (visto che non presenta soltanto elementi di arretratezza e di radicalismo) e coltivare tale relazione, malgrado la sua influenza abbia sofferto di una componente fondamentalista verso la quale possiamo esprimere legittime critiche.

Dati aggiuntivi

Autore
  • Jack Goody

    Professore emerito di Antropologia sociale - Università di Cambridge (UK)

Anno pubblicazione 2004
Recensito da
Anno recensione 2005
Comune Milano
Pagine X + 194
Editore