La differenza culturale – Fondazione Collegio San Carlo

La differenza culturale


Come si producono le differenze culturali? A quali condizioni l’affermazione di una differenza è accettabile e legittima dal punto di vista degli individui che la caratterizzano, della sua unità complessiva e della collettività più ampia in cui è considerata? Queste sono alcune delle domande a cui Wieviorka intende dare risposta, sollecitato anche dall’affermazione di movimenti culturali con forte carica sociale. La differenza culturale è diventata importante perché essa è fondatrice di tensioni, conflitti e antagonismi che mobilitano ogni tipo di attore nel cuore della nostra società e interrogano la nostra capacità di vivere insieme. Malgrado ciò, l’interpretazione sociologica delle identità culturali è vittima di un prospettiva che ha portato a minimizzare la questione culturale a vantaggio quasi esclusivo della questione sociale. La sociologia della differenza culturale implica necessariamente una sociologia della gerarchia sociale, delle ineguaglianze, dell’esclusione, per giungere a connettere ingiustizia sociale e qualificazione culturale. Con l’uso dell’idea di “differenza culturale”, l’analisi sociologica rischia però di individuare un insieme ‘artificiale’ di fenomeni, riuniti sotto una stessa denominazione (identità, minoranze ecc.), giungendo così a non poter concettualizzare le differenze, trasformandole nella questione della diversità. Esiste però anche il rischio opposto, cioè l’isolamento dell’esperienza della differenza culturale dai cambiamenti più generali di cui essa costituisce una singola modalità. In questo modo possono prodursi, allora, due strategie di identità: da un lato, la produzione di identità in modo difensivo (come sopravvivenza di un passato esterno alla modernità), dall’altro, la produzione delle stesse forme identitarie in attori che però riproducono la tradizione all’interno della modernità. Le differenze culturali si costituiscono dunque nello spazio pubblico, a partire da processi che comportano un lavoro dell’attore sociale su se stesso e, allo stesso tempo, un confronto con la società. Il grande problema della società contemporanea risiede dunque nel fatto che la ragione dei mercati e della tecnologia alimenta un individualismo che non si accompagna facilmente alle esigenze veicolate dall’identità veicolata dai valori culturali. Nelle nostre società, sospese tra la necessità dell’accoglienza e una crescente produzione di differenze che richiedono sempre più democrazia, l’azione politica ha dunque bisogno di produrre visioni complessive, tenendo conto di domande che non si limitano a ‘sommare’ le differenze.

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 2002
Recensito da
Anno recensione 2003
Comune Roma-Bari
Pagine XIII + 216
Editore