Le Christianisme a-t-il fait son temps? – Fondazione Collegio San Carlo

Le Christianisme a-t-il fait son temps?


L”interrogativo posto come titolo del volume riprende una riflessione di Bonhoeffer (“Dio viene sospinto sempre più lontano dall”esperienza umana, perde terreno”) e si riferisce alla condizione dei paesi di più antica cristianizzazione. L”autore – appartenente alla Mission de France e professore all”Institut de Science et Théologie des Religions di Marsiglia – sceglie la provocazione di Bonhoeffer perché ritiene cruciale la riflessione teologica a partire da Auschwitz. Ploux arriva a questo snodo dopo aver percorso la storia dell”uomo in tre tappe. La prima è quella che vede l”uomo della Tradizione vivere sotto il “dominio” della religione, che fornisce il quadro simbolico e rituale per comprendere il mondo, la cui struttura resta caratterizzata dalla dimensione verticale. In secondo luogo vi è l”uomo della Modernità che passa alla dimensione orizzontale e realizza l”esplosione o il rovesciamento del mondo precedente: il ri-nascimento è il ritorno all”antichità pagana, la ri-forma è il ricorso ai fondamenti delle Scritture, la ri-voluzione è l”instaurazione di un nuovo ordine. Poi viene l”uomo contemporaneo, che vive nell”era della Relatività, in cui l”Assoluto è messo in discussione. Un”epoca dell”incertezza in cui ognuno deve saper dialogare con gli altri e relativizzare ciò che crede universale e intangibile. Ricercare, come nell”era della Tradizione un unico senso che guidi il cammino dell”uomo, non è più possibile. Occorre invece, è la tesi dell”autore, ricercare una posizione disponibile all”umiltà, al dialogo: senza apertura all”altro, senza il rischio di sé non si troverà nessun “senso”. Il cristianesimo ha pertanto ancora un ruolo perché indica una condotta, un orientamento e non è un esercizio intellettuale. Se è vero che l”azione di Dio nella storia deve tener conto di Auschwitz, rimane la validità della fede di uomini e donne che rimettono a lui l”esperienza quotidiana e che nello stesso tempo lo accolgono nelle proprie mani: una condizione che Dio accetta perché è costitutiva di quell”amore che si è espresso mediante Gesù. Il Dio unico non è un solitario, è un Dio di comunità e di dialogo e poiché l”uomo è fatto a sua immagine è un essere di parole e dialogo. In questo cammino di dialogo la Chiesa deve svolgere un ruolo fondamentale, favorendo l”accoglienza dell”altro, sviluppando un atteggiamento di umiltà e allo stesso tempo di vigilanza, compassione, ma anche resistenza. La vita cristiana, in un mondo che non ha debellato il male, deve essere spesa per la vita degli uomini: per questo il cristianesimo non ha ancora esaurito il proprio tempo.

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 1999
Recensito da
Anno recensione 2000
Comune Paris
Pagine 286
Editore