Le regard et la parole – Fondazione Collegio San Carlo

Le regard et la parole

Une theologie protestante de l'image


Che cosa significa essere una Chiesa fondata sulla e dalla Parola in una civiltà dell”immagine? E” uno degli interrogativi a cui intende rispondere Jerome Cottin, pastore della Chiesa riformata di Francia, che in modo rigoroso ripercorre la tormentata vicenda del ruolo dell”immagine nel mondo protestante.
Con il suo importante lavoro, l”autore illustra le trasformazioni del concetto e del valore dell”immagine nel mondo occidentale e intende superare la tradizionale, e a suo giudizio incompleta, definizione del protestantesimo come religione iconoclasta, per cercare in essa un”articolazione tra Parola e immagine. Ciò è reso possibile da questa riflessione: l”immagine è un elemento basilare della modernità, il protestantesimo è la confessione cristiana che più di ogni altra ha riflettuto sulla modernità, dunque può riflettere anche sul tema dell”immagine. Ciò è tanto più necessario quanto più si consideri la Parola come una rappresentazione, e quindi come un”immagine della realtà.
Non è stato il pensiero protestante a rifiutare l”utilizzo delle immagini, ma la sua tradizione. In Lutero, Zwingli e Calvino si possono infatti rinvenire elementi di riflessione teologica in cui l’immagine riceve una valutazione positiva, pur con importanti distinzioni: per Lutero l’immagine deve servire ad esprimere il Vangelo; per Zwingli essa deve essere soprattutto una forma espressiva, religiosa o no, libera; per Calvino, che opera una sintesi tra i due, l’immagine è considerata come un segno dell’opera dello Spirito nel mondo e quindi un segno di Dio. Ricorda Cottin che nella catechesi dello stesso luteranesimo le immagini hanno svolto un preciso ruolo didattico. Molti pastori inoltre, hanno elaborato una predicazione che si può definire di tipo “visivo”.
Recuperare l”immagine non significa allontanarsi dal messaggio biblico (l”esperienza cattolica dimostra, al contrario, che si è potuto sviluppare un dialogo tra uomo e Dio) bensì riavvicinarsi ad esso, perché ascoltare la Parola significa anche imparare a vedere. Infatti, il Dio che parla attraverso le scritture è Colui che crea e rende visibile la sua creazione. Oggi che non esiste un”arte specificatamente cristiana si può pensare che manchi anche il pensiero di Dio. Riabilitare l”immagine, e non soltanto in ambito protestante, potrebbe essere un modo per ridare alla stessa teologia maggiore forza d”espressione.

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 1994
Recensito da
Anno recensione 1996
Comune Ginevra
Pagine 342
Editore