Noli me tangere – Fondazione Collegio San Carlo

Noli me tangere

Saggio sul levarsi del corpo


L’immagine visibile sta all’originale invisibile come l’interpretazione sta alla verità: è questa proporzione da decostruire alla luce dell’identità che Nancy scopre nella parabola del racconto evangelico. Si è così condotti al centro di una riflessione su ciò che è richiesto nell’esperienza di forme significanti: tatto della sensibilità e tatto dell’intellezione sono coinvolti nell’episodio del “noli me tangere!”. «Che cos’è la vista se non un contatto differito, la risposta ad una proibizione di un sapere che ci sfugge» (p. 67), che non possiamo afferrare? La “figura” della parabola non è rivelazione di un mistero nella sua accezione confessionale e non nasce dalla pedagogia dell’allegoria, bensì rappresenta il richiamo alla capacità d’ascolto che il soggetto deve già possedere per operare con una verità, per riconoscerla. La parabola, come suggerisce la tesi di Nancy, potrebbe avere un rapporto essenziale con l’intera letteratura moderna (o forse con l’intera arte moderna). L’episodio di Maria Maddalena di fronte al sepolcro vuoto è indagato come motivo cardine, emblematico, delle difficoltà che la cultura affronta nel tentativo di descrivere la morte e rappresentare l’impossibile: «la cultura apre il rapporto con la morte» (p. 64) e la rappresentazione della morte deve mostrare «la discontinuità di un’altra vita nella morte o della morte» (p. 30). Il racconto diventa motivo pittorico là dove l’analisi vuole focalizzare il punto di un duplice problema della rappresentazione. Rappresentare l’invisibile, è questo il caso della resurrezione: nessuna presenza può offrire alla vista un’assenza, un “levarsi del corpo” e il mancato riconoscimento di una verità: «E’ come se i pittori si ingegnassero a girare intorno all’ambiguità narrativa e semantica della frase “non toccarmi”» (pp. 51-52). Rembrandt ci presenta il contatto impossibile fra giorno e notte e risolve l’esitazione, nella comprensione di Maria Maddalena, ritraendo Gesù con un cappello e una pala da ortolano, come appare al primo sguardo. Maria intende la voce che la chiama per nome, intende il messaggio che è indirizzato a lei e il particolare delle mani, dello sfiorarsi e del ritrarsi, indica il non trattenere del duplice significato del verbo greco àpto: il desiderio e la paura dell’altro nel semplice gesto di una stretta di mano è l’incommensurabilità di verità che non si spiegano l’una nell’altra. Restare nell’impossibile della soglia è il segno di un fiducia percettiva e interpretativa. Maria Maddalena guarda il vuoto del sepolcro, «vede la vita nella morte perché ha visto la morte nella vita» (p. 61). “Sono morto”, la parola impossibile, e “sono risuscitato” dicono la stessa cosa: il levarsi del corpo.

Dati aggiuntivi

Autore
  • Jean-Luc Nancy

    Docente di Filosofia - Università "Marc Bloch" di Strasburgo

Anno pubblicazione 2005
Recensito da
Anno recensione 2005
Comune Torino
Pagine 80
Editore