Psicologia e scienze dello spirito – Fondazione Collegio San Carlo

Psicologia e scienze dello spirito

Contributi per una fondazione filosofica


Insieme alla dissertazione di laurea su Il problema dell’empatia, del 1917 e a Una ricerca sullo Stato del 1925, questo testo, apparso nel 1922 sullo Jahrbuch di Husserl, costituisce una trilogia significativa delle indagini condotte con metodo fenomenologico da Edith Stein, assistente di Husserl a Gottinga. Quest’ultimo suo ruolo non fu secondario per l’elaborazione della fenomenologia, dal momento che proprio lei ebbe il compito di riordinare i manoscritti husserliani pubblicati poi come secondo e terzo volume delle Idee per una fenomenologia pura. Infatti, la presente ricerca è caratterizzata da una profonda assimilazione del metodo fenomenologico di Husserl, tale che la stessa Stein dichiara di non saper distinguere il contributo di quest’ultimo dal suo. In questo saggio l’autrice si propone di approfondire «l’essenza della realtà psichica e dello spirito» per trovare il fondamento capace di definire adeguatamente il campo della psicologia e delle scienze dello spirito. Nella prima parte la Stein analizza la causalità psichica che viene distinta dalla causalità fisica: esse fanno capo a due realtà, la psiche e la natura, costituenti due mondi diversi non riconducibili l’uno all’altro. L’elemento caratterizzante la causalità psichica è la forza vitale che viene colta attraverso i suoi modi vissuti e non tramite l’accadimento, come nella natura fisica. Successivamente, dai processi psichici passivi l’analisi passa in rassegna gli atti dell’io dando particolare risalto alla motivazione, intesa dalla Stein quale «vissuto che proviene dall’altro, di un vissuto che si compie sulla base dell’altro, per volere dell’altro». La motivazione giustifica una serie di atti che, proprio perché riguardano il rivolgersi, sono visti come atti liberi. L’ambito di questi atti è solo quello che può procedere da un proponimento e deve essere guidato da una decisione. La ricerca della Stein giunge così a cogliere, tramite l’accertamento delle differenze tra causalità e motivazione, la compresenza nella vita psichica di due livelli, quello sensibile e quello spirituale. Ma, dal momento che il processo psichico non è chiuso in sé e «subisce afflussi dall’esterno», una comprensione approfondita della psiche individuale deve confluire nello studio delle forme associative umane, in particolare la comunità, oggetto d’analisi della seconda parte del libro. Prendendo spunto da alcuni concetti fondamentali della sociologia, quali quelli di comunità e società, la Stein sviluppa in senso personalistico il fatto associativo caratterizzato anch’esso dalla forza vitale. Tra individui e comunità esiste insomma un’osmosi che permette ai primi di trasmettere tale forza alla comunità formandola, e alla seconda, di essere di stimolo al singolo.

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 1996
Recensito da
Anno recensione 1997
Comune Roma
Pagine 342
Editore