Teoria generale della politica


In questo volume vengono raccolti numerosi saggi scritti da Bobbio tra il 1955 e il 1998, che affrontano i temi centrali della sua produzione teorica, dall’analisi del concetto di democrazia allo studio dei classici della filosofia politica, dall’interpretazione del mutamento storico alla ricerca dei fondamenti della pace. Il volume è diviso in sei sezioni, ognuna delle quali dedicata a un gruppo omogeneo di questioni (nell’ordine: filosofia politica; politica, morale, diritto; valori e ideologie; democrazia; diritti e pace; mutamento politico e filosofia della storia), tutte comunque intese come materiali e contributi in vista della definizione dell’idea di “teoria generale della politica”. Caratteristiche principali di questo indirizzo di ricerca sono il suo fine conoscitivo (e non normativo) e il suo metodo ‘ricostruttivo’, attraverso cui le categorie del pensiero politico vengono analizzate, con un metodo insieme ‘distintivo’ e comparativo, sia dal punto di vista storico-fattuale che da quello linguistico-analitico, soprattutto allo scopo di individuare in modo sistematico i concetti fondamentali e i temi ricorrenti della politica, verificando dunque il tipo di rapporto che la filosofia politica così intesa può intrattenere con la scienza politica, con la “teoria generale del diritto” e con la filosofia morale. Naturalmente, la definizione di un tale progetto metodologico comporta l’elaborazione di una attenta classificazione dei diversi modelli di ricerca presenti nella storia della filosofia politica, con i quali la teoria generale della politica deve necessariamente confrontarsi. Bobbio procede dunque ad identificare le quattro grandi tradizioni di studi filosofico-politici presenti nella cultura occidentale, dalla progettazione della migliore forma di stato e di governo (Platone e More) alla ricerca della giustificazione del potere politico (Hobbes e Rousseau), dalla determinazione della natura del concetto di politica (Machiavelli e Hegel) all’analisi dei presupposti e delle condizioni di validità del linguaggio politico (Ayer e Oppenheim). Alla base di questa ripartizione Bobbio individua l’‘eterna’ divisione tra fatti e valori, la cui portata teorica viene dislocata nell’analisi del rapporto di connessione (ma non di deducibilità) tra piano normativo-prescrittivo e piano interpretativo-analitico. In questo senso, la teoria generale della politica, intesa come progetto non normativo di definizione e di chiarificazione dei concetti, si pone il compito di ‘ricomporre’ la rigida divisione teorica tra piano descrittivo e piano normativo attraverso l’analisi dei significati descrittivi dei giudizi di valore.

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 1999
Recensito da
  • Carlo Altini

    Direttore scientifico della Fondazione Collegio San Carlo di Modena

Anno recensione 2000
Comune Torino
Pagine LXX+684
Editore