La solitudine del cittadino globale


Come annuncia il titolo originale del volume (In Search of Politics) quest’ultimo lavoro di Zygmunt Bauman assume il carattere di un vero e proprio percorso di ricerca che accoglie la responsabilità di prospettare un compito preciso, quello di ridisegnare, nella società della seconda modernità, uno spazio eminentemente politico. Una delle tesi forti del testo è appunto quella della necessità di questo compito. Il titolo italiano dell’opera, invece, assolve all’altrettanto importante funzione di descrivere il punto di partenza dell’analisi del sociologo. La solitudine del cittadino globale è una solitudine di tipo sia esistenziale che politico, creata da un sistema complesso di cause. Le politiche neoliberiste adottate negli ultimi vent’anni hanno prodotto una condizione di incertezza che agisce su tre livelli. Ad essere messe in discussione sono la solidità delle conquiste dell’individuo (sia nel campo dei saperi e delle competenze che in quello della collocazione sociale), la capacità di discernere nell’ambito di un sistema di valori morali e pratici (giusto o ingiusto, giovevole o dannoso) e infine la sicurezza personale, l’incolumità. L’aspetto politico della solitudine si mostra in quello che viene definito come lo svuotamento di senso della libertà del cittadino, una libertà che è sempre più relegata alla dimensione del privato, svuotata del potere di elaborare e realizzare un progetto collettivo. È in questo luogo che l’analisi di Bauman offre i frutti della sua capacità di confrontarsi con uno dei concetti fondamentali del pensiero politico moderno e contemporaneo, quello di bene comune. La società globalizzata viene analizzata puntando l’attenzione sull’evoluzione delle sue due anime: quella liberale, con la sua invocazione del laissez faire, e quella repubblicana che aspira a mettere “la libertà individuale al servizio della ricerca collettiva del bene comune”. La conclusione è quella che descrive il potere e le conquiste della libertà come troppo grandi e lesivi del bene comune. I paragrafi che chiudono il volume si impegnano allora nella precisa definizione di alcune ipotetiche vie di uscita. Sorprende, per schiettezza e coinvolgimento pratico, l’aperto sostegno alla proposta di istituire un reddito minimo garantito per tutti i cittadini. Questa, secondo Bauman, è una delle condizioni per ricreare lo spazio dell’azione politica, ma, sfiorando il gusto del circolo vizioso, lo stesso sociologo sottolinea la mancanza di un’“istituzione repubblicana internazionale” legittimata a deliberare in qualunque senso su una simile materia.

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 2000
Recensito da
Anno recensione 2001
Comune Milano
Pagine 227
Editore