Il noi diviso

Ethos e idee dell'Italia repubblicana


In questo libro Bodei ricostruisce ‘fatti’ e ‘idee’ della vita pubblica italiana a partire dal 1943, anno di profonda cesura nel sistema “di lealtà plurime e di convergenze sentimentali” formatosi attraverso la complessa convivenza tra le varie istituzioni ufficiali nel ventennio fascista. Il modello dell’Italia “divisa in due”, caratteristico di questa tragica epoca, sarà del resto tipico di tutti gli anni a venire, tanto da essere continuamente presente, per ragioni sempre diverse, nella contrapposizione politica tra cattolicesimo e marxismo e nella controversia filosofica tra storicismo ed esistenzialismo. Malgrado ciò, il riferimento al “noi diviso” dell’Italia repubblicana non vuol essere unilaterale accusa di particolarismo politico o di conflittualità sociale, bensì dinamico indicatore delle potenzialità e delle risorse che si presentano nell’incontro tra le diverse memorie storiche e i diversi modelli etico-politici, in vista dell’esercizio di una libera responsabilità civile. Questo approccio spiega la presenza di istituzioni e di figure tra loro tanto lontane quanto singolarmente rappresentative dello stratificato percorso compiuto dall’ethos repubblicano in questi anni: dallo Stato alla Chiesa, dai partiti politici alle associazioni sindacali, dalla scuola alla famiglia; oppure da Gentile a Luporini, da Croce a Calamandrei, da Severino a Cacciari, Bodei intende portare attenzione sullo studio delle etiche parziali spesso in contrapposizione tra loro, che tuttavia quasi sempre hanno dimostrato di possedere dispositivi di autocontrollo in grado di dirimere i conflitti. Uno studio morfologico della nostra storia nazionale mostra dunque le modalità con cui sono riuscite a convivere tradizione e modernità, etica pubblica e interesse privato, ‘partiti etici’ e corruzione politica, ‘stragismo’ e criminalità organizzata, accettazione delle regole democratiche e terrorismo eversivo: in questo senso non sembra semplice giungere ad una distinzione tra le varie passioni ‘rosse’, ‘nere’, ‘bianche’ e ‘grigie’ che non abbia carattere esclusivamente ‘privato’ o teorico. Molte sono le pagine che meritano di essere segnalate per la loro incisività storico-narrativa, in particolare quelle sulle ‘patrie immaginarie’ in cielo e in terra, e sullo statuto eminentemente ‘pratico’ della filosofia italiana. Ma, al di là della varietà di argomenti affrontati, il filo rosso che attraversa i vari capitoli è riconoscibile, attraverso una sincera e ‘civile’ esigenza di ‘realismo storico’ fondata sul principio di lealtà al mondo, nell’analisi del rapporto concretamente vissuto tra tradizioni morali e scelte collettive degli italiani.

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 1998
Recensito da
  • Carlo Altini

    Professore di Storia della filosofia - Università di Modena e Reggio Emilia

Anno recensione 1999
Comune Torino
Pagine XVI-202
Editore