Comunità


Il contributo di Fistetti dedicato al concetto di comunità si assume la difficoltà di trattare in forma unitaria un oggetto intrinsecamente polisemico. Il tema viene comunque trattato prestando grande attenzione all’articolazione del complesso di caratteri che connotano il concetto di comunità, nelle differenti declinazioni storiche che esso ha assunto. Utilizzando come spartiacque epocale la celebre antitesi tra Gemeinschaft e Gesellschaft elaborata da Tönnies alla fine del XIX secolo, i cinque capitoli che compongono questo testo possono essere suddivisi idealmente in due parti: nei primi tre (dedicati rispettivamente alla grecità, alla romanità e al medioevo) la comunità viene pensata come realtà costitutiva del politico in quanto tale; mentre, negli ultimi due capitoli, essa è considerata alla luce della distinzione tra Stato e società civile. Il pensiero greco e romano considera la comunità presupponendo il factum brutum della naturale socialità degli uomini. Su questo dato si innestano le differenti determinazioni “legali” che, in modi tra loro diversi, contribuiscono ad articolare la vita delle parti che compongono la comunità politica. In questo contesto, il problema non sembra essere quello della produzione della forma politica, bensì quello del governo dei rapporti tra le diverse parti della comunità: la libertà e l’uguaglianza dei cittadini non possono essere pensate come il presupposto della politica, ma, piuttosto, come il portato di una sua particolare determinazione. Solo con il giusnaturalismo moderno, che qui reinterpreta significativamente la lezione del cristianesimo medievale, si assiste alla costruzione della forma politica che presuppone una dimensione individuale caratterizzata dalla libertà e dall’uguaglianza. Dato lo svuotamento di significato che la dimensione statale sembra subire in epoca contemporanea, l’autore tenta allora di ripensare la comunità come elemento sussistente di per sé, capace di ripresentare la propria cogenza anche nell’attuale contesto globalizzato. Il problema diviene quello di individuare la denotazione di un’unità concettuale, e non semplicemente lessicale, attraverso cui riconoscere e nominare qualcosa che, pur mutando storicamente, mantiene inalterato un nucleo identitario. In questa ricostruzione della storia del concetto di comunità politica (intesa appunto come comunità di liberi ed eguali) nel pensiero occidentale, dalla polis greca e dalla res publica romana alla nascita dello Stato moderno, passando attraverso il pensiero teologico, politico e giuridico medievale, Fistetti sembra dunque giungere a sottolineare maggiormente gli elementi di continuità che quelli di discontinuità.

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 2003
Recensito da
Anno recensione 2004
Comune Bologna
Pagine 190
Editore