Tutte le lettere (1619 - 1650)


Nella vasta produzione di Descartes un posto d’onore è occupato dal ricco epistolario intrecciato dal filosofo francese con alcune delle personalità più rappresentative della cultura europea del suo tempo, da Mersenne a Hobbes, da Huygens a Beeckman, fino a Cristina di Svezia. La complessa vicenda editoriale delle lettere, iniziata nel 1657 ad opera di Clerselier, conosce oggi una svolta significativa grazie al lavoro di Giulia Belgioioso e degli studiosi afferenti al Centro interdipartimentale di studi su Descartes e il Seicento di Lecce. A partire dall’edizione di Adam e Tannery (1897-1913) e sulla scorta dei più recenti studi cartesiani, la curatrice presenta al pubblico italiano la prima traduzione completa – con testo a fronte francese, latino e olandese – dell’epistolario cartesiano, per un totale di 732 lettere, corredate da preziosi apparati che prevedono, oltre alle Tavole delle concordanze e delle nuove attribuzioni, un utile elenco biografico dei corrispondenti, una bibliografia costruita a partire dai testi menzionati nelle lettere, nonché un lessico ricavato dalle stesse. Un’opera di puntuale esegesi filologica che offre uno strumento essenziale per studiare il “padre” della filosofia moderna. Chi volesse avventurarsi nel poliedrico mondo delle lettere potrà spaziare dalla metafisica alla morale, dalla geometria alla musica, attraversando stili di ogni genere, dal tono ossequioso, diretto alla regina di Svezia, ad un linguaggio più tecnico, come nell’esposizione dei modelli di calcolo indirizzato a Mersenne, fino ai toni affettuosi delle missive a Huygens. Un Descartes sempre diverso quello che si incontra nella corrispondenza, capace d’impugnare una lettera come “cartello di sfida” contro quanti gli muovevano obiezioni, o di rispondere agli amici premuroso di offrire chiarimenti ad directionem ingenii. E sullo sfondo di acuti ragionamenti non di rado appare l’«uomo» Descartes, preoccupato dell’incanutirsi dei capelli o consapevole del suo scarso orecchio musicale. Cantiere di dottrine in elaborazione, destinate poi alle opere a stampa, ma anche veicolo privilegiato per far circolare teorie riservate ad una cerchia elitaria – come nel caso della creazione delle verità eterne – l’epistolario è un mezzo unico per verificare l’impatto che ebbe la “nuova filosofia” sulla République des Lettres. Un’edizione critica di grande importanza dunque, che non mancherà di alimentare nuove ricerche e, soprattutto, che ha il pregio di restituire un’immagine più viva e sfaccettata di Descartes, in controtendenza rispetto ad interpretazioni semplicistiche e dottrinarie che giustappongono lo scienziato al filosofo, il matematico all’uomo.

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 2005
Recensito da
Anno recensione 2006
Comune Milano
Pagine LVIII + 3104
Editore