Vito Storie di pianura

Recital

Festival Filosofia

Vito quando racconta porta un mondo.
Il mondo della sua infanzia, le radici della sua maschera emiliana. In questo recital che ha protagonisti donne e uomini padani, personaggi zavattiniani che sono legati alla terra e quindi al buon cibo e quindi all'amore, porta un pezzo di quel saper fare e raccontare che parte da Bertoldo, passa per Zavattini e arriva fino a Fellini, quello di Amarcord e delle donne enormi e generose. Donne piene di saperi istintivi che da sempre hanno fatto dell'Emilia la patria dei sapori, degli umori, delle favole e dei valori. Ci sono storie vere e storie inventate, personaggi fantastici e personaggi reali. Tutti sono accomunati dall'essere dispensatori surreali di consigli ed emozioni, da vite al confine dell'assurdo. Personaggi di un mondo dove la fame faceva i bambini (e le si resisteva inventando) e dove i circhi miseri di provincia erano costretti a cucinare i leoni che, anch'essi magrissimi e affamati, non sfamavano nessuno.

Stefano Bicocchi in arte Vito si forma alla scuola di Teatro Bologna di Alessandra Galante Garrone; i suoi compagni sono Patrizio Roversi e Siusy Blady; con loro ed i gemelli Ruggeri parteciperà, col personaggio Vito che era tutta mimica e senza parola, alla formazione del Gran Pavese varietà, spettacolo cult degli anni ottanta che si teneva al circolo pavese di via del Pratello di Bologna. Stesso gruppo che approda in televisione dove segna la strada ai varietà comici degli anni ottanta con Gran Paese varietà voluto da Gianni Minoli e soprattutto Lupo solitario, Matrioska e Araba fenice con Antonio Ricci e Mediaset che hanno segnato il percorso della comicità televisiva degli anni a venire.
Vito da personaggio muto passa negli anni novanta con uno spettacolo fortunato dal titolo Se perdo te alla parola; lo spettacolo di recente riproposto nei teatri italiani, segna il percorso legato alla poetica della bassa con personaggi ispirati alla lunarietà  di quelli descritti da Guareschi, Zavattini e Fellini; gli spettacoli, sempre in coppia con Francesco Freirye e Daniele Sala come autori, sono Don Chisciotte o la vera storia di Guerino e suo cugino con Enzo Iacchetti e salone Meraviglia con Antonio Albanese e Tita Ruggeri.
Attraversa il cinema proprio partendo da Fellini con La voce della luna e poi inizia un sodalizio con Alessandro Benvenuti  col quale gira diversi film tra i quali Ivo il Tardivo per il quale viene candidato come miglior attore non protagonista al Ciak d'Oro. Entra anche nella poetica di Luciano Ligabue con un cameo in Radiofreccia. Poi è coprotagonista nel film di Claudio Bisio Asini.
La poetica della bassa continua con lavori di grande impegno e notevole successo quali Bertoldo primo testo rappresentato a teatro da Giulio Cesare Croce e Don Camillo da Guareschi con Ivano Marescotti che lo hanno portato nei maggiori teatri d'Italia con grande successo di pubblico e critica. Di recente è tornato alla tv con un personaggio che gli appartiene in Bulldozer su Rai Due con Enrico Bertolino e Federica Panicucci e ha dato vita ad un progetto con Raisat Gambero Rosso Channel alla passione da sempre della cucina con Invito a cena; è impegnato sempre in teatro nel grande progetto di rappresentare Miracolo a Milano da Zavattini insieme a Lorenzo Salveti già regista di Don Camillo che porterà in scena nella stagione teatrale del 2005.

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