Capitale sociale e individualismo – Fondazione Collegio San Carlo

Capitale sociale e individualismo

Crisi e rinascita della cultura civica in America


Nel 1993 Robert Putnam realizzò un’indagine sulle diverse espressioni dell’impegno civico nelle regioni italiane, rilevando che quelle tra esse in cui più radicate erano le reti sociali e politiche avevano anche un grado di partecipazione democratica più elevata. Il nuovo saggio qui in esame prosegue quel lavoro, affrontando però il caso degli Stati Uniti, in cui è venuto accentuandosi – fin dagli anni Settanta – il declino di tutte le forme di cittadinanza attiva. Le associazioni volontarie, le reti sociali, la partecipazione ad assemblee o ad eventi pubblici (anche quelli sportivi e culturali) costituiscono il capitale sociale di una nazione e contribuiscono alla vitalità della democrazia, con effetti sulla società politica sia dal punto di vista “esterno” (permettendo ai singoli di comunicare al governo le proprie richieste), sia da quello “interno” (infondendo l’abitudine alla cooperazione e alla reciprocità). L’ampia mole di dati presentati nel volume offre un quadro preciso dell’erosione del capitale sociale che si era andato accumulando fino agli anni Sessanta, successivamente sostituito dal capitale finanziario e dall’aumento della professionalizzazione e della commercializzazione della politica. Numerose sono le cause di questo disimpegno: una diversa distribuzione del tempo (è diminuito l’orario ufficiale di lavoro, ma il tempo libero è occupato in attività individualistiche), l’aumentato pendolarismo tra abitazione e luogo di lavoro, i cambiamenti strutturali del posto di lavoro (minore durata dell’impiego, lavori a tempo parziale). Tuttavia, sono soprattutto due le cause su cui si concentra l’attenzione di Putnam: da un lato il ricambio generazionale tra chi aveva vissuto la seconda guerra mondiale e chi è cresciuto negli anni dello sviluppo economico; dall’altro la privatizzazione del tempo libero favorita dalla televisione (che diminuisce la volontà di agire). I gruppi di grandi dimensioni impegnati nella vita pubblica sono stati sostituiti da gruppi organizzati settorialmente intorno ad uno scopo che riflette la fluidità delle vite contemporanee e l’intermittenza dei nostri interessi. L’analisi di Putnam è però orientata ad individuare una possibile svolta rispetto al declino della partecipazione civile, e proprio per questo elabora un’agenda per ricostruire il capitale sociale nei prossimi decenni del XXI secolo a partire dalle forme di partecipazione emerse negli ultimi anni: le esperienze di auto-aiuto, il diffondersi di movimenti “leggeri” e di reti sociali fondate sulla mobilitazione mediante computer.

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 2004
Recensito da
Anno recensione 2006
Comune Bologna
Pagine XI+495
Editore