Il pellegrino e il convertito

La religione in movimento


Componenti caratteristiche della religiosità moderna sono la mobilità delle appartenenze, la deterritorializzazione delle comunità, l’individualismo e la soggettivizzazione delle credenze. E’ facile “uscire” dalla religione in quanto essa non definisce più le forme del legame sociale e non prescrive più agli individui delle identità sociali inalienabili. Dato questo quadro, le figure che meglio caratterizzano la modernità religiosa sono quelle del pellegrino e del convertito: attorno a esse Hervieu-Léger organizza lo studio delle tendenze all’opera nella nebulosa delle credenze contemporanee. Si assiste infatti alla divaricazione tra credenze e pratiche religiose, con il conseguente indebolimento delle istituzioni garanti delle regole della fede, che si manifesta nella libertà individuale di costruzione del proprio credo. Il pellegrino incarna questo modo di credere, che si caratterizza per la fluidità dei percorsi religiosi e spirituali e per l’incertezza delle appartenenze comunitarie alle quali può dar luogo. A differenza del passato, la mobilitazione di massa governata dalle istituzioni religiose è temporanea e eccezionale: non richiede né socializzazione preliminare in un movimento o in una gerarchia, né una futura integrazione istituzionale, basandosi invece sulla finzione di un’autonomia dell’impegno. La figura del convertito (che si manifesta con il triplice volto di chi cambia religione, di chi abbraccia volontariamente una religione, di chi riscopre la religione d’origine) assume il significato di una scelta individuale. La conversione religiosa costituisce una efficace modalità della costruzione di sé in un universo in cui domina la fluidità delle identità plurali e in cui nessun principio centrale organizza l’esperienza individuale e sociale. Nella figura del convertito si cristallizza da un lato il processo di individualizzazione dell’identità religiosa e dall’altro il desiderio di una vita personale rimessa in ordine, in cui poter esprimere anche una protesta contro il disordine del mondo. La diversificazione del credere suscita un bisogno di trovare, all’esterno degli individui, la garanzia della pertinenza delle proprie credenze. Questa validazione del credere viene cercata soprattutto nello scambio reciproco delle esperienze spirituali, che è all’origine delle reti mobili delle nebulose mistico esoteriche e che pervade anche il mondo delle religioni istituite. La crisi dei dispositivi istituzionali di validazione del credere, conclude l’autrice, ha avuto un forte impatto sulla laicità: da un lato si assiste alla difficoltà con cui gli stati reagiscono ai conflitti religiosi che sconfinano sulla scena pubblica, ma dall’altro si sono create forme di “cooperazione” con le tradizioni religiose che hanno contribuito al rinnovamento del civismo.

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 2003
Recensito da
Anno recensione 2004
Comune Bologna
Pagine 214
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