Il segreto nella Parola – Fondazione Collegio San Carlo

Il segreto nella Parola

Sull'interpretazione della narrativa


I racconti di Kafka, l’Ulisse di Joyce, i romanzi di Henry Green e Thomas Pynchon vengono messi a confronto con i quattro Vangeli, in particolare con il testo di Marco. L’obiettivo è quello di individuare il passaggio dai sensiletterali, “carnali” – i soli che si rivelano accessibili al lettore comune – ai sensi più segreti e “spirituali”, che rappresentano uno dei principale obiettivi della tradizione ermeneutica dai Padri della Chiesa in poi.
“Una volta liberi dalle costrizioni del puro e semplice significato primario, iniziamo ad afferrare quei sensi più interessanti – diciamo spirituali – che avevamo mancato di manifestarsi nel corso di una lettura, per così dire, carnale, spiega Frank Kermode, uno dei maggiori critici anglisassoni contemporanei. “Le letture carnali sono in gran parte simili. Quelle spirituali sono tutte diversi. La speculazione prosperosa, ognuno di noi vuole dire qualcosa di diverso a proposito dello stesso testo. Né vi è un limite prevedibile per le cose che si potrebbero dire; ogni divinazione ne genera un’altra”.
Il libro di Kermade è composto da sei capitoli (che sono la versione ampliata di sei conferenze) nei quali i problemi connessi all’interpretazione sono presi in considerazione “in modo impressionistico”, cioè non sistematicamente. Ma l’aspetto più originale del testo è l’approccio laico dell’autore, sostenitore dichiarato dell’esigenza che i Vangeli vengano esaminati anche da critici con una formazione non ecclesiastica.
“I Vangeli – afferma l’autore – sembrano narrazioni di tipo storico, ed il fatto che sembrino tali è la conseguenza di un’impresa retorica straordinaria, un’impresa senza la quale la Resurrezione non avrebbe potuto trovare posto nel contesto dei puri e seplici fatti”.

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 1993
Recensito da
Anno recensione 1993
Comune Bologna
Pagine 197
Editore