La formazione dell'identità cristiana


Finalmente tradotti alcuni e ben rappresentativi studi di G.G.Stroumsa, uno dei maggiori protagonisti della ricerca internazionale sulla tarda antichità. Da tempo Stroumsa si è impegnato ad affrontare la ricostruzione delle origini del cristianesimo con un metodo comparativo assai personale ed efficace, rinunciando programmaticamente a lunghi lavori sistematici e preferendo la più breve misura di saggi che, alternando sapientemente prospettive e punti di vista, ben rendono la variegata complessità del periodo storico da lui preso in considerazione. Gli studi tradotti in questo volume si aprono lumeggiando alcuni aspetti del progressivo distacco del cristianesimo dal proprio ambiente originario giudaico: in questo senso, non è di poco conto il riconoscimento della costante presenza di gruppi giudeo-cristiani a Gerusalemme ed in Palestina almeno fino al V secolo inoltrato. Questa situazione generò naturalmente una forte polemica, anche sul piano ermeneutico, fra quelle che si andavano ormai definendo come due distinte religioni: ciò pone in evidenza la scottante questione della nascita di atteggiamenti antigiudaici ed antisemiti. Stroumsa illustra il passaggio da una polemica ancora quasi interna contro i riti e la religiosità giudaica ad una demonizzazione dell’ebreo, favorita, in particolare, dai profondi mutamenti politici del IV secolo e dalla sconfitta del paganesimo. Proprio su questo tema si impernia il cuore della ricerca di Stroumsa; infatti, il “rivoluzionario” processo di interiorizzazione inaugurato dalla nascita del cristianesimo, mescolandosi con la cosmicizzazione ereditata dall’escatologia mediogiudaica e con i progetti politici dell’impero costantiniano e teodosiano, costruisce un tipo di “religione” totalmente nuovo, non più fondato su criteri etnici, ma sull’adesione a dogmi. La soluzione delle istanze contraddittorie, in parte ireniche e in parte intolleranti, della nuova religione può venire solamente da una più fine analisi sociologica. Il gruppo palestinese minoritario ed emarginato che sta all’origine del cristianesimo, sviluppa, nel quadro di un processo di “depoliticizzazione”, un linguaggio esoterico nutrito di violenza chiliasta: nel corso dei secoli successivi, tuttavia, allorché la nuova religione assume un ruolo centrale nella compagine statale, l’utilizzazione di queste categorie da parte di chi ha ora la responsabilità del potere non può che dare esiti tragici. La raccolta è poi chiusa da uno studio sulle categorie etnologiche del cristianesimo antico e sulla ricerca di un nuovo Altro, i “barbari”, che permetta di mantenere un’identità.

Dati aggiuntivi

Autore
  • Guy G. Stroumsa

    Professore di Storia comparata delle religioni - Hebrew University of Jerusalem

Anno pubblicazione 1999
Recensito da
Anno recensione 2000
Comune Brescia
Pagine 27
Editore