La logica del potere – Fondazione Collegio San Carlo

La logica del potere


L’intento principale del libro di Duso è ben espresso dal sottotitolo “Storia concettuale come filosofia politica”. Partendo dalla convinzione che non sia possibile intendere la filosofia politica di un autore rimanendo all’interno del suo testo, ma che occorra, invece, cogliere il modo in cui i concetti funzionano nella costellazione di pensiero in cui acquistano senso, Duso sottolinea la necessità di porre attenzione ai momenti di svolta e di irruzione di nuove strutture di pensiero. Il modello è la storia concettuale proposta da Otto Brunner, Werner Conze e Reinhart Koselleck nei loro Geschichtliche Grundbegriffe, un monumentale lessico dei concetti fondamentali della cultura sociale e politica occidentale, basato sulla consapevolezza della determinatezza epocale dei concetti moderni, dai quali lo storico non può prescindere. Parole come “stato”, “società”, “democrazia”, “sovranità”, “popolo” acquistano, con la nascita della scienza politica moderna (Hobbes), un senso del tutto nuovo, che segna una frattura nei confronti del precedente pensiero riguardante l’agire degli uomini. Senza indulgere a forme mascherate di storicismo, secondo cui, sullo sfondo di un piano unitario di svolgimento, ogni epoca avrebbe un proprio orizzonte concettuale, Duso individua l’apporto più fecondo della storia concettuale nella capacità di individuare il principio organizzatore della concezione moderna della politica.
Il procedimento razionale con cui, a partire da Hobbes, si è risolto il problema della pace e della guerra è alla base della forma politica moderna, nella quale sovranità e diritti individuali, potere e libertà sono tenuti insieme in un intreccio indissolubile, le cui contraddizioni ed aporie non permettono di acquietarsi nella soluzione che tale scienza offre. È qui che emerge la valenza propriamente filosofica della storia concettuale, la capacità cioè di problematizzare la costruzione della forma politica moderna, con un gesto di pensiero che ambisce a porsi all’altezza della lucidità con cui la logica della concettualità politica moderna veniva letta da Carl Schmitt, a cui è dedicato uno dei saggi del libro. Della produttività di una storia concettuale così intesa, Duso offre un esempio nel capitolo finale, “Democrazia e federalismo”, nel quale, rifacendosi al concetto di foedus di Althusius, individua in un federalismo consapevolmente assunto una possibile alternativa alla logica dell’unità propria della sovranità moderna.

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 1999
Recensito da
Anno recensione 2000
Comune Roma-Bari
Pagine VIII+232
Editore