La porta della bellezza – Fondazione Collegio San Carlo

La porta della bellezza


Per un”estetica teologica, precisa il sottotitolo di questo breve ma densissimo volume che indaga su qual”è “l”apporto della riflessione teologica alla concezione e all”esperienza della bellezza”. La ricerca svolta dall”autore è quindi indirizzata a evidenziare i segni di un”estetica che “non assorbe la consistenza della bellezza in una dimensione del chiuso mondo della soggettività, non dissolve l”alterità nel trionfo dell”identità” (che è quanto fa la teologia estetica), ma è costruita sul piano dell”oggettività e con i metodi della teologia. Il volume percorre non soltanto le tracce di Agostino e Tommaso, ma anche le riflessioni di von Balthasar, Kierkegaard, la “metafisica della luce” di Evdokimov e il contributo che il mondo delle arti (cinema, musica, poesia, la grande letteratura dostoevskiana) può dare per avvicinare alla vera bellezza. Purtroppo, avverte l”autore, oggi si deve assistere a un complessivo declino della bellezza e lo si vede quando il bello viene ridotto a bene di consumo, a maschera che rinuncia alla ricerca della verità. Tale declino viene accostato a quello della morte che, come la bellezza, è minacciosa nella sua immanenza e ci ricorda la caducità della nostra esistenza. In nostro soccorso arrivano appunto le arti e tra queste la meditazione poetica autentica, come quella di Luzi, che riesce da un lato a esprimere la denuncia di questa fragilità e dall”altro a condurre alle soglie della teologia, perché ci educa “ad ascoltare il Silenzio nelle parole e nella Parola e a far risuonare al di là di esse l”abissale Silenzio in chi ascolta e ad esprimere l”irruzione dell”Altro nella fragilità del frammento”. Anche la musica può veicolare quell”idea di bellezza per la quale il Tutto irrompe nel frammento permettendo a questo di aprirsi alla Totalità e quindi aiutando l”uomo postmoderno ad acquisire la certezza di poter raggiungere un”autentica libertà, quella data dal sentirsi accolti “in una più alta Custodia dove l”interruzione e il silenzio dicono non meno che le parole”. Sul piano della riflessione strettamente teologica è la rilettura di von Balthasar che riconferma l”attualità del bello come via per recuperare il vero e il bene. A un”umanità che rincorre il progetto di emanciparsi da ogni trascendenza è necessario proporre lo scandalo dell”umanità di Dio, che racchiude la chiave estetica del messaggio cristiano. L”incarnazione del Figlio eterno è la bellezza in persona, è il luogo scelto dall”Eterno per la sua libera autocomunicazione. La “forma” del Cristo è la misura che circoscrive il divino al suo offrirsi agli uomini: la percezione di questa forma è lo spazio in cui può risplendere la gloria della bellezza.

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 1999
Recensito da
Anno recensione 1999
Comune Brescia
Pagine 146
Editore