La reincarnazione nel mondo antico


Nonostante si tratti di un tema poco dibattuto in ambito cristiano, il problema della reincarnazione è oggi tutt’altro che assente dal panorama religioso e culturale. Una credenza, questa, poco appariscente perché non costituisce una religione o una chiesa a sé, ma attraversa dall’interno le varie confessioni religiose: ci si dichiara cattolici, protestanti, musulmani, e nello stesso tempo si crede alla reincarnazione. I due volumi di Bertholet, editi in originale a Losanna nel 1978, sono stati tradotti dalle Edizioni Mediterranee e si inseriscono nell’attualità di questo tema, tra le numerose pubblicazioni oggi disponibili. Il materiale prestato è quantitativamente notevole poiché affronta l’argomento ‘reincarnazione’ dal suo apparire in Oriente intorno al II millennio a.C., fino ai nostri giorni. L’ottica con la quale sono stati scritti questi libri, non è quella distaccata di un osservatore al di sopra delle parti, ma quella di un convinto reincarnazionista che crede fermamente nel ciclo delle rinascite, fino all’estrema purificazione dello spirito. La reincarnazione rappresenta, per Bertholet, la risposta più valida agli interrogativi della vita e cioè al problema della giustizia e dell’ingiustizia, del dolore e della morte; credenza capace anche di sciogliere il dubbio sulla presunta arbitrarietà e ingiustizia di Dio, perché sarebbe l’anima stessa, nel corso delle sue molteplici reincarnazioni, a raccogliere i frutti dei suoi atti anteriori. Il primo volume tratta della reincarnazione attraverso la storia, a cominciare da India, Birmania, Tibet, Egitto per finire con ebrei e cristiani. Vi fa spicco, fra l’altro, la tesi originale dell’origine atlantidea della credenza nella trasmigrazione delle anime. Il secondo volume affronta il tema nel mondo moderno, proponendo anche la riflessione di un gran numero di scrittori, filosofi e poeti come Bruno, Campanella, Goethe, Hugo, tutti convinti reincarnazionisti. L’autore, medico dell’ordine dei Rosacroce, lascia trasparire in modo evidente nelle tesi sostenute, un indirizzo che si rifà alla teosofia, all’antroposofia, all’occultismo e allo spiritismo. Ciò rende assai discutibile l’impostazione complessiva dei lavori.

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 1994
Recensito da
Anno recensione 1995
Comune Roma
Pagine 311
Editore