L'ascesi filosofica


L’ascesi filosofica è quel percorso che permette ad una intelligenza di liberarsi da ogni impedimento per approdare all’esperienza delle idee. Se il compito più proprio della filosofia consiste nel tradurre esperienze di realtà in esperienze di significato, allora l’ascesi filosofica sarà il cammino tipico del filosofo. L’autrice individua due grandi impedimenti alla visione delle idee: il naturalismo (filosofia analitica), dove comprendere il senso delle nostre esperienze equivale a “spiegare che cosa deve succedere nel nostro cranio perché queste esperienze possano aver luogo”, e lo storicismo (ermeneutica), che pone tra noi e la nostra esperienza “barriere infinite e per ipotesi insormontabili di “linguaggio” e “cultura”. Ma aldiqua delle cause e delle spiegazioni deve essere indagato un altro orizzonte seguendo la via aperta dalla fenomenologia di Husserl: noi siamo quell’essere che “da ogni cosa è abitato” (Plotino), la nostra vita è sia una dimensione empiricamente verificabile della realtà del mondo, sia condizione del darsi di tutta la realtà empirica, “la coscienza abituale che abbiamo del mondo” è “l’implicita, non tematica certezza della sua esistenza” (p. 64). Ritirarsi dal mondo vuol dire semplicemente mettere tra parentesi la normale esperienza che siamo soliti farne, mettere fuori gioco l’evidenza della realtà significa attivare la realtà del senso. Invece di costruire teorie che spiegano la realtà è necessario “seguirla nel suo ascendere a un “prima” del pensiero concettuale e predicativo” (p. 68). Così facendo l’interno diviene “campo di esperienza trascendentale” e ci pone davanti a “l’essere assoluto dell’immanente”. L’autrice, commentando alcuni passi della Teodicea di Leibniz, parla di una “immaginazione ontologica” che si rivela essere un atteggiamento affettivamente determinato nei confronti dell’esistenza che oltrepassa e precede la ragione: “è la vita così come è vissuta, prima di essere pensata […] e il cui vissuto resta la fonte originaria del pensiero. Prima che i loro concetti arrivino a renderla intelligibile, l’immaginazione dei filosofi la rende in qualche modo visibile” (p. 114). Cercando di delineare un preciso stile filosofico, il temperamento platonico, l’autrice attraversa l’opera di Van Gogh, Binswanger, Michstaedter, Platone. Di Roberta Monticelli, docente di Filosofia moderna e contemporanea all’Università di Ginevra, ricordiamo che ha curato e introdotto l’edizione Garzanti delle Confessioni di Sant’Agostino (Sanctus Agostinus Aurelius, Confessioni, Milano, Garzanti, 1990) e l’edizione italiana delle Osservazioni sulla filosofia della psicologia di Ludwig Wittgenstein (a cura di G.E.M. Ascombe, H. Nyman, G.H.von Wright, Milano, Adelphi, 1990).

Dati aggiuntivi

Autore
  • Roberta de Monticelli

    Professoressa di Filosofia della persona - Università Vita-Salute San Raffaele di Milano

Anno pubblicazione 1995
Recensito da
Anno recensione 1996
Comune Milano
Editore