Le due mani di Dio – Fondazione Collegio San Carlo

Le due mani di Dio

Il cristianesimo e Dante


Con questo libro Ferrucci non intende soltanto rileggere la Commedia dantesca, ma soprattutto farne risaltare i complessi riferimenti alla cultura classica. In particolare poi mette in evidenza l”inestricabile intreccio tra l”anima cristiana del poeta e gli elementi pagani che la sua frequentazione con il mondo greco-romano introduce nella costruzione dell”aldilà. Nella Commedia infatti si possono ritrovare un profetismo di derivazione biblica, una temeraria imitazione del Cristo (Dante si assume le funzioni di nuovo Messia), gli esempi leggendari di Orfeo e Ulisse – che scendono negli inferi come farà Cristo -, il superomismo di chi ha un contatto diretto con il mondo divino. Non a caso, sottolinea a questo riguardo l’autore, Dante nel Paradiso (I, 13-15) si appella ad Apollo nel momento culminante del suo viaggio, perché non esiste nessuna figura cristiana che possa prendere il suo posto. Dalla mitologia classica e dal paganesimo la speranza d”immortalità e la pratica religiosa si tramandano al cristianesimo, che vi aggiunge un”aspirazione alla trascendenza. Dante sceglie Virgilio, emblema della letteratura pagana, nel ruolo di guida e non si serve di un “eroe” della cultura cristiana anche perché gli scrittori latini avevano creato l”ideale dell”immortalità letteraria. La Commedia, oltre che poema della fede, deve essere vista come il percorso dell”impresa poetica compiuto da uno scrittore-paladino che cerca di derivarne una situazione di privilegio incomparabile. E” nel Purgatorio che il legame tra le due eredità si mostra continuamente: per Dante entrambi i retaggi fanno parte della stessa memoria. Gli ultimi canti del Purgatorio sono anche l”apice artistico della Commedia, sostiene, Ferrucci, e forniscono una delle più audaci costruzioni del sincretismo dantesco. Inoltre, con l”ingresso di Matilde e Beatrice si ha l”apparizione della femminilità come presenza religiosa che dominerà il resto del poema. Matilde è la poesia che domina il sapere di cui si è nutrita, mentre Beatrice è la Verità rivelata che però ospita in sé il ricordo di una grande figura dell”Olimpo greco (Atena-Minerva). Nel vertice celeste incontriamo anche la Madonna, la cui figura rappresenta per l”immaginazione artistica dell”Occidente la divinità protettiva tramandata dalle mitologie orientali e classiche.

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 1999
Recensito da
Anno recensione 1999
Comune Roma
Pagine 178
Editore