Le intermittenze del cuore


La psichiatria fenomenologica intesa come studio umanamente partecipe della vita psichica, della soggettività e della sofferenza dell’altro rischia oggi più che mai di venire fagocitata e annullata dalle neuroscienze, cui per sua natura è collegata. È questo il rischio contro il quale intende mettere in guardia il nuovo denso volume di Eugenio Borgna. Il discorso sempre più invadente delle neuroscienze, accompagnato dal ricorso massiccio alla farmacoterapia tende infatti a oggettivare – a rendere oggetto, cosa, disturbo neuronale – quello che è stato sempre e a ragione considerato come qualcosa di diverso e di autonomo rispetto alla funzione cerebrale. In questo senso la psichiatria rischia di diventare encefaloiatria: non più psiche, emozioni, anima, ma solo il cervello come espressione unica della soggettività dell’individuo. Contro questa tendenza sembra sempre più urgente il ricorso a una psichiatria del dialogo e della relazione umana tra medico e paziente: prima ancora degli psicofarmaci, la cui utilità non è peraltro negata, vengono allora l’ascolto e l’attenzione per quelle che Proust definiva intermittenze del cuore (“Poiché ai turbamenti della memoria sono legate le intermittenze del cuore”). Questi abissi del cuore, questi luoghi e paesaggi dell’anima troppo spesso schiacciati dal carattere ingombrante della mitologia del cervello già segnalata da Jaspers, possono essere svelati nella loro intima essenza dallo scambio dialogico. È in questa prospettiva che si apre la seconda sezione del volume, incentrata sulla sottile analisi di alcuni testi letterari: i romanzi di Dostoevskij, in particolare l’Idiota con la straordinaria figura del principe Myškin, simbolo della volontà dialogica capace di superare ogni limite della malattia e della sofferenza; le intense e malinconiche pagine diaristiche di Antonia Pozzi; infine alcuni testi di Sylvia Plath, poetessa recentemente rivalutata per la capacità con cui seppe rendere in poesia l’angoscia e la dissociazione che la tormentavano. Segue una sezione dedicata alla rivisitazione in chiave fenomenologica di alcune patologie psichiatriche e di situazioni critiche di passaggio (l’adolescenza, i disturbi dell’alimentazione quali l’anoressia, i trapianti d’organo), accompagnata dall’esposizione intensa e sofferta di casi clinici. Il volume si conclude con alcune pagine dedicate ai sentimenti dell’amicizia, della tenerezza e del desiderio d’amore: in esse si legge ancora una volta l’inno a una psichiatria gentile e non aggressiva, in grado di mettere in luce anche le esperienze interiori apparentemente più inesprimibili.

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 2003
Recensito da
Anno recensione 2004
Comune Milano
Pagine 200
Editore