Le tre forme di scambio – Fondazione Collegio San Carlo

Le tre forme di scambio

Reciprocità, politica, mercato a partire da Karl Polanyi


In quest’opera Gian Primo Cella si chiede se sia possibile attualizzare il modello interpretativo polanyiano adeguandolo alle esigenze della ricerca economico-sociale contemporanea senza stravolgerne il programma. Innanzitutto, Cella propone di integrare la tripartizione polanyiana delle forme di allocazione – reciprocità, redistribuzione e scambio di mercato – con una quarta forma che ha una sempre maggiore evidenza nella società contemporanea: l’associazione. Inoltre, il rifiuto di Polanyi di riconoscere la legittimità di una teoria evolutiva del rapporto tra economia e società, sebbene risulti particolarmente efficace nella comprensione delle sue forme pure, non ha tuttavia fornito un modello per la comprensione delle motivazioni e delle modalità che conducono da una forma all’altra, non riuscendo a rendere ragione delle forme di mutamento sia diacronico che sincronico. Una proposta interessante, anche se solo parzialmente efficace, emerge dall’esame del modello neo-istituzionalista, il quale rinviene il motore di ogni trasformazione nei costi di transazione, che North identifica con i costi di informazione, ma soprattutto dalla valutazione delle possibilità euristiche della scuola cognitivista e delle “buone ragioni” introdotte da Boudon. La verifica della proposta di Cella è data dall’esame della trasformazione delle istituzioni che, in Italia come in gran parte del mondo occidentale, conduce alla privatizzazione di enti, aziende e istituti pubblici. All’esame sia del programma polanyiano che di quello razionalista i fallimenti del mercato come quelli della politica non sono mutati negli ultimi anni, dunque non giustificano una scelta “razionale” di un modello particolare di istituzione. E’ il significato assunto dalle diverse istituzioni a essere mutato in ragione di una trasformazione del linguaggio politico che ridefinisce i rapporti tra pubblico e privato, facendo mutare i modi di reazione dei cittadini-utenti-elettori. Nel complesso rapporto tra l’attore e il contesto delle istituzioni, Cella rinviene uno spazio proprio della rappresentanza politica che “giungerà in alcuni momenti di trasformazione sociale intensa ad assumere veri e propri compiti di definizione del contesto delle istituzioni, se non di creazione delle stesse e dei loro confini” (p.216). G.P.Cella è ordinario di Sociologia economica all’Università di Brescia e direttore della rivista “Stato e Mercato”. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo La solidarietà possibile, 1989 e Non di solo mercato, 1994. Con T.Treu ha curato Relazioni industriali, 1989.

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 1997
Recensito da
Anno recensione 1997
Comune Bologna
Pagine 235
Editore