L'enigma dell'esistenza

Soggetto morale, passioni nell'età del disincanto


Questa raccolta di saggi di Sergio Moravia forma una costellazione di temi legati da un filo conduttore principale: la nozione di esistenza. Non si tratta di un qualche stato ontologico: l’esistenza s’identifica, piuttosto, con l”impegno, pragmaticamente e moralmente connotato, che orienta ogni agire individuale. L’ambiguità, l’enigma, la profonda inconoscibilità dei misteri umani, la ricerca continua di risposte alle domande che ogni individuo si pone, sono alcune delle articolazioni che l’esistenza pone in essere. Moravia ricolloca al centro del discorso la categoria di persona e sottolinea il ruolo centrale giocato dal contesto che “designa quella serie di trame plurime ed eterogenee entro le quali il soggetto acquista una parte decisiva della propria identità” (p. XIV). Ri-centrando il discorso sulla multidimensionalità dell’io, emerge una nozione di identità legata, da una parte, al limite, alla differenza, alla finitudine, dall’altra all’apertura all’altro da se’, alla natura essenzialmente relazionale dell”esistenza. Emergono quindi le pulsioni, gli istinti, i bisogni, i desideri, le passioni come istanze non reperibili, pena la perdita di identità e di “senso”. “Il senso è sempre il mutevole risultato di una vicenda estremamente complessa, nella quale le cose/testi del mondo, già di per se” sinnvoll, vengono selezionati, trasformati, de-costruiti dagli esseri umani in rapporto a criteri assiologici molteplici e, talora, non interamente coscienti.” (p. XXI). Moravia delinea un’immagine “estensiva” dell”umano, ne sottolinea il carattere “protensivo” , di approssimazione a ciò che rappresenta l”alterità. Gli “esseri cercanti” (come li chiama R. Nozick), si dicono a partire da se’ usando prevalentemente forme narrativistico – ermeneutiche. Se, dice Moravia, l”istanza metafisica non può venire repressa, è perché gli individui non soltanto perseguono verità dimostrate o dimostrabili more geometrico, ma, perché più spesso, perseguono obiettivi di sensatezza, di rilevanza e di retto vivere. Occorre quindi opporre alla logica degli universalia la logica della situazione; contrapporre al modello scientistico del mondo una concezione che privilegi i caratteri ideografici e simbolico-culturali delle trame di vita; recuperare, ancora, la nozione di “punto di vista soggettivo” con il quale l’individuo guarda interessatamente al mondo.

Dati aggiuntivi

Autore
  • Sergio Moravia

    Professore di Storia della filosofia - Università di Firenze

Anno pubblicazione 1996
Recensito da
Anno recensione 1996
Comune Milano
Pagine 256
Editore