L'essenza del cristianesimo – Fondazione Collegio San Carlo

L'essenza del cristianesimo


Il titolo del saggio è il medesimo usato da altri pensatori (tra gli altri Feuerbach e Guardini) e testimonia il ripetersi della volontà di cogliere gli elementi costitutivi del messaggio cristiano. Un’esigenza che si confronta, sottolinea l’autore, con il dramma morale e la crisi di senso che sembra dominare il nostro tempo. Questa situazione mostra come esista il bisogno di una patria comune, di un “totalmente altro” che dia orizzonte di senso senza esercitare violenza. Contro la massificazione ideologica, il vangelo della Trinità richiama l’infinita dignità di ogni singola persona, in Dio come nella sua immagine umana; proclama la possibilità dell’incontro con l’altro e quindi la vittoria sulla solitudine grazie al dialogo e alla comunione resi possibili dall’amore del Dio vivente. Oggi è la carità verso il povero, afferma Forte, il segno che può distinguere il cristiano e che realizza la chiamata a uscire da sé, a interrogarsi alla ricerca di una patria non posseduta: nulla è più lontano dalla vita della fede che un atteggiamento di cedimento di fronte alla seduzione del potere presente e del possesso in questo mondo. Vi è bisogno di una carità concreta, discreta e solidale, che sa costruire la via in comunione con gli altri. La vera tentazione dell’uomo è di sentirsi arrivato, non più esule, ma dominatore di tutto quanto lo circonda. Questo si traduce in una fede indolente, abitudinaria, che si difende condannando, perché non sa vivere la sofferenza dell’amore. A questo tipo di fede va indirizzata una forte negazione per rivolgersi invece a una fede interrogante , capace di cominciare ogni giorno per consegnarsi completamente all’altro. Il vangelo della Trinità è la buona novella della comunione che risuona come risposta alle esigenze più profonde della crisi presente: la Chiesa si offre allora come luogo in cui la realizzazione storica di questa comunione è resa possibile grazie al dono di Dio in Gesù. La croce rivela la possibilità di vivere la lontananza più alta come profondissima vicinanza. Se la Trinità è la fonte di ispirazione della comunità dei popoli per l’autore ne discende una serie di urgenze etiche e spirituali da raccogliere in un “decalogo”: ogni essere umano deve accettare la provvisorietà, deve abbattere la frontiera di ogni possibile conflittualità per favorire il fondamento di una fraternità universale e concreta; accogliere le diversità, vivere la fede in modo da irradiare la forza e la bellezza della riconciliazione riassunta in Cristo, avere la consapevolezza della propria responsabilità nei confronti della famiglia umana e del creato e vivere in costante conversione a servizio di carità.

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 2002
Recensito da
Anno recensione 2003
Comune Milano
Pagine 182
Editore