Libero arbitrio

Storia di una controversia filosofica


L’interrogativo sui limiti e sui fondamenti della libertà umana è senza dubbio uno dei temi più complessi e al tempo stesso più affascinanti della storia della filosofia. Alla complessità della domanda sulle condizioni di possibilità dell’agire umano fa riferimento già dal titolo il termine scelto dai curatori del volume per definire la questione del libero arbitrio, e cioè "controversia".
Il tentativo di Mario De Caro, Massimo Mori ed Emidio Spinelli è infatti quello di ripercorrere le varie tappe della storia concettuale di una problematica aperta e cruciale, avvalendosi di contributi che spaziano dalla filosofia antica fino al dibattito attuale sulla libertà, che ingloba al suo interno numerosi elementi provenienti dalla sfera delle scienze. Franco Trabattoni, nel saggio che inaugura la sezione del volume dedicata ai filosofi greci, osserva come fin da Platone definire lo spazio dell’azione indipendente dell’uomo è considerato una prerogativa spettante alla filosofia. L’obiettivo platonico è affermare l’indipendenza dell’agire umano da forze esterne di carattere sovrannaturale: la libertà di Platone si declina non come destino ma come responsabilità, differentemente da quanto avverrà per i neoplatonici, e in particolare per Plotino. Neppure il pensiero aristotelico vede nel destino un tema centrale. Aristotele sembra essere in questo senso più vicino a posizioni indeterministiche, sebbene non vi sia una lettura univoca e la questione risulti ancora oggi irrisolta, come sottolinea Carlo Natali nel suo contributo.
L’elemento sul quale la critica generalmente concorda è la presenza, in Aristotele, di argomenti che saranno ricorrenti nel dibattito sul determinismo. È con la filosofia ellenistica tuttavia che vengono poste le premesse metodologiche dell’attuale dibattito sul libero arbitrio. Le mutate condizioni socio-politiche dell’età ellenistica sono alla base di un profondo cambiamento di prospettiva. Il diffondersi di un sentimento di incertezza legato al superamento della polis influenza il modo di pensare la libertà: se l’ambito politico non è più una sua prerogativa, è nella sfera del privato che il singolo dovrà cercare la propria realizzazione. È questo l’argomento sul quale Emidio Spinelli e Francesco Verde riflettono a partire dagli spunti forniti dalle principali scuole ellenistiche: epicureismo, stoicismo e scetticismo.Un ulteriore scarto nella riflessione sullo spazio riservato alla libertà d’azione dell’uomo è quello che si verifica nella tarda antichità, e successivamente nel Medioevo, con l’avvento del Cristianesimo. La libertà cristiana non è più una libertà relazionale (come nell’età classica) o individuale (come nell’ellenismo) ma si rapporta con un’eteronomia eterna e assoluta: il soggetto cristiano non è libero, è liberato.
Su questi temi si concentrano i due saggi di Gaetano Lettieri e Pasquale Porro, che si interrogano sulla definizione che del libero arbitrio viene fornita a partire dal Nuovo Testamento fino alle dispute della Scolastica. Bisognerà aspettare il Rinascimento perché la questione del libero arbitrio abbandoni i lacci agostiniani che l’avevano precedentemente imbrigliata e si apra ad altre possibili soluzioni.Le riflessioni contenute nel volume proseguono seguendo l’ordine cronologico della ricostruzione storica e non mancano di sottolineare punti di discontinuità. Al centro dell’attenzione dei filosofi rinascimentali, puntualizza Rita Ramberti, non è più l’osservazione del disegno della provvidenza divina ma l’indagine sugli effetti positivi della volontà umana intesa come volontà libera. Gli spunti teorici sollevati in questa fase saranno ripresi dai moderni, che tenteranno una mediazione con la rottura operata dalla Riforma. «La riforma protestante aveva frantumato la coscienza tranquilla con cui, avendo alle spalle quattordici secoli di filosofia patristica e scolastica, il cristiano poteva conciliare il libero arbitrio e la grazia divina», scrive Massimo Mori. Ma è un’altra contrapposizione, quella tra intelletto e volontà, a caratterizzare la filosofia moderna: il problema della libertà, da Cartesio in poi, si sposta da un piano antropologico a uno metafisico, attraverso la polarizzazione di spirito e materia. Dualistica è anche l’impostazione della filosofia ottocentesca: per restituire all’uomo quello spazio di libertà del quale l’affermarsi della scienza moderna lo aveva privato, si rende nuovamente necessario opporre all’ambito della natura, interpretato secondo un modello meccanicistico, l’irriducibilità dell’interiorità umana. In questa direzione si orienta, ad esempio, la riflessione kantiana. L’idea di fondo che emerge dai numerosi interventi è che l’evoluzione del concetto di libero arbitrio si lega inestricabilmente alla storia del pensiero filosofico e che una sua definizione a priori è dunque impossibile.
L’influenza del contesto nel quale le riflessioni sul tema trattato si sviluppano è pertanto imprescindibile, come emerge dal saggio conclusivo di Mario De Caro. La rinascita della discussione sul tema del libero arbitrio negli ultimi decenni è da attribuirsi, secondo De Caro, alla gran quantità di dati provenienti dalle scienze cognitive e dalle neuroscienze, che hanno influenzato direttamente il modo di guardare ai meccanismi decisionali. La domanda che l’autore si pone è se il rinnovato rigore dell’analisi sia un criterio sufficiente sulla base del quale archiviare la discussione. L’impressione è che, per quanto prezioso, l’aiuto fornito dalle scienze non esaurisca, almeno non del tutto, la domanda sul significato della libertà umana. La storia di questa controversia filosofica non potrà perciò che continuare ad arricchirsi di sempre nuovi e inediti capitoli.

Dati aggiuntivi

A cura di
  • Mario De Caro

    Professore di Filosofia morale - Università di Roma Tre

  • Massimo Mori

    Professore di Storia della filosofia - Università di Torino

  • Emidio Spinelli

    Professore di Storia della filosofia antica - Università di Roma «La Sapienza»

Anno pubblicazione 2014
Recensito da
Anno recensione 2014
ISBN 9788843073108
Comune Roma
Pagine 392
Editore