L'intelligenza della emozioni – Fondazione Collegio San Carlo

L'intelligenza della emozioni


In quest’opera, il cui carattere filosofico non nasconde un’interesse spiccatamente interdisciplinare, le emozioni sono lette non solamente come un «eccitante» che alimenta il meccanismo psicologico del ragionamento, ma come «parti, altamente complesse e confuse, del ragionamento stesso» (p. 19). Sotto quest’ottica, le emozioni sono quindi ben lungi dal costituire un residuo irrazionale, una mescolanza indeterminata che limita l’azione dell’intelletto: esse sono presentate come una forma di intelligenza, come una capacità di discernimento che sembra stabilire un rapporto determinato con la moralità. Per l’autrice, esse sono infatti una «parte costitutiva del sistema del ragionamento etico» su cui poggiano le relazioni interpersonali che sono alla base del nostro vivere civile: le emozioni diventano quindi «forme del pensiero valutativo» che disegnano il paesaggio della vita spirituale e sociale dell’uomo. La necessità non sarà più quella di controllare e domare il ragionamento nella sua presunta componente irrazionale-emotiva, quanto piuttosto quella di ristabilirne una mappatura precisa, guidata dalla definizione delle emozioni come «reazioni intelligenti della percezione del valore» (p. 17). A questo scopo, l’autrice avverte l’esigenza di avvalersi dei contributi di teorie diverse, che spaziano dell’etologia, alla psicologia cognitiva (volta alla spiegazione del ruolo delle diverse norme sociali nel costruire il repertorio emotivo di una società) e alla neurobiologia (con un’attenzione particolare alle emozioni degli animali), dall’antropologia (a proposito della differenziazione emotiva) alla psicanalisi (nello specifico delle teorie dello sviluppo emotivo dell’infanzia circa le relazioni oggettuali), dalla musica (sulle emozioni che si sperimentano in relazione alle opere d’arte) alla letteratura. I suddetti contributi sono analizzati in relazione a tre questioni, che sono poste come problemi principali nella fondazione rigorosa e argomentata di una teoria che possa valere come spiegazione del ruolo delle emozioni nella «vita buona etica»: 1) le emozioni rivelano la nostra vulnerabilità rispetto ad eventi che non possiamo controllare; 2) le emozioni tendono a focalizzarsi sui nostri scopi e progetti rappresentando il mondo dal punto di vista di questi; 3) le emozioni sembrano caratterizzate da un’ambivalenza di amore e risentimento nei confronti dei loro oggetti. Il progetto dell’autrice è quello che aspira a costruire un quadro analitico «per pensare le emozioni in generale» (p. 24), al fine di gettare le basi di una teoria delle emozioni, «senza la quale nessuna etica o filosofia politica possono dirsi adeguate».

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 2004
Recensito da
Anno recensione 2005
Comune Bologna
Pagine 868
Editore