Mappe del tempo – Fondazione Collegio San Carlo

Mappe del tempo

Memoria collettiva e costruzione sociale del passato


L’autore mira a ricostruire le modalità attraverso cui viene ricordato ciò che è accaduto nella storia: infatti, non tutti gli avvenimenti vengono registrati nei libri, ma soltanto quella piccola parte di essi che vengono conservati come memoria pubblica. Dato che la memoria ha una dimensione sociale, la fenomenologia della storia si radica nella sociologia della memoria. L’acquisizione della memoria da parte di un gruppo, e quindi l’identificazione con il proprio passato collettivo, fa parte del processo di acquisizione di ogni identità sociale che conduce i membri di quella comunità a familiarizzare con quel passato, assimilandolo. Obiettivo del volume consiste nell’identificare i lineamenti formali che stanno alla base della memoria sociale, giungendo a verificare come il significato sociale degli avvenimenti del passato sia essenzialmente in funzione del modo in cui essi sono posizionati strutturalmente nella nostra mente. Il concetto di densità mnemonica indica l’intensità del ricordo di determinati eventi storici: i periodi storici a cui sono assegnate intere aree nei musei nazionali sono infatti, in senso mnemonico, i “periodi sacri” delle nazioni, la cui commemorazione rituale aiuta le comunità ad articolarle esplicitamente. Qui diventano fondamentali i “miti d’origine”, che concorrono alla definizione dell’identità delle comunità sociali e al consolidamento della legittimità dei regimi politici. La discontinuità temporale – che separa i periodi attraverso eventi ricordati collettivamente come grandi spartiacque nella vita delle comunità mnemoniche – è anche una forma di discontinuità mentale e il modo in cui si divide il passato è una manifestazione della divisione dello spazio mentale in generale. Le rotture temporali che vengono opposte tra periodi storici considerati distinti aiutano ad articolare le discontinuità mentali fra le identità morali, politiche e culturali considerate diverse. La divisione del passato in periodi “discreti” è un atto mentale realizzato con un bisturi “sociale”: la costruzione della discontinuità storica è infatti realizzata attraverso il linguaggio. Qualsiasi sistema di periodizzazione, conclude Zerubavel, è inevitabilmente sociale e la nostra capacità di immaginare gli spartiacque storici che distinguono un periodo convenzionale dall’altro è il prodotto dell’essere stati introdotti nella società all’interno di specifiche tradizioni, ciascuna delle quali ritaglia il passato in modo diverso.

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 2005
Recensito da
Anno recensione 2005
Comune Bologna
Pagine 233
Editore