Storia della penitenza dalle origini ai nostri giorni – Fondazione Collegio San Carlo

Storia della penitenza dalle origini ai nostri giorni


Nel segreto del confessionale o in pubblico durante la celebrazione pasquale, una sola volta nella vita, ma in casi estremi anche una volta al giorno. Nel corso dei secoli la Chiesa ha istituito forme diverse per esprimere la riconciliazione dei peccatori, come documenta questo libro di Philippe Rouillard. Il volume esamina i grandi periodi di trasformazione del rito: le origini neotestamentarie, la disciplina della scomunica e della riconciliazione dal II al VI secolo, la penitenza tariffata dal VI al XIII, il risveglio spirituale e la volontà di controllo che dal XIII al XVI modificano il ricorso al sacramento, la disciplina tridentina, le novità elaborate dal Vaticano II e dal nuovo Rito degli anni Settanta. Lo studio storico si completa con uno sguardo alla pratica attuale in alcune chiese orientali e riformate.
Nel periodo che va da II al VI secolo, il battesimo ricevuto in età adulta rimane per la maggior parte dei cristiani il vero e spesso unico sacramento della remissione dei peccati. Lo sviluppo delle comunità cristiane istituzionalizza la disciplina penitenziale, che in Oriente come in Occidente viene considerata un prolungamento del battesimo e ha un carattere più ecclesiale che personale. Individualizzazione, reiterabilità e piena sacramentalizzazione caratterizzano invece la pratica tra il VI e l’XII secolo, epoca aperta dall’innovazione – di origine monastica – della penitenza tariffata, così definita perché i confessori dispongono di libri che indicano in termini precisi le pene da imporre per ogni colpa. Per i peccati gravi i cristiani del Medioevo fanno dunque ricorso a penitenze pubbliche o tariffate, ma anche – e spesso con il disappunto dei teologi – a procedure come la confessione diretta a Dio e ai laici, i pellegrinaggi, gli anni santi.
Il concilio Lateranense IV (1215) stabilisce l’obbligo della confessione annuale, pena la scomunica, stabilendo così una forma di controllo personale e periodico che il Concilio di Trento codifica facendone un perno della vita cristiana di fronte alle contestazioni dei Riformatori. Una profonda trasformazione del sacramento avverrà, dopo un’epoca di sostanziale stabilità, con il Vaticano II e la pubblicazione di un nuovo Rito della penitenza (1974-1978), che propone la celebrazione individuale, quella comunitaria con confessione e assoluzione individuale e quella collettiva sia nella celebrazione che nell’assoluzione.

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 1999
Recensito da
Anno recensione 2000
Comune Brescia
Pagine 224
Editore