Storia dell’etica


Nell’ambito della vasta ripresa della filosofia pratica, che caratterizza molta parte della ricerca filosofica attuale, un posto importante occupa ovviamente l’etica. A tal proposito non poteva mancare una storia che permettesse di riconsiderare in uno sguardo d’insieme il lungo cammino compiuto dalla filosofia morale fino ad oggi. Molte delle questioni contemporanee che si concentrano sulle opposte tendenze di un’etica universalistica e di un’etica particolaristica, ripropongono problematiche che hanno caratterizzato la riflessione filosofica fin dai primi tempi. L’opera di Rohls, docente di teologia all’Università di Monaco, si muove in questa prospettiva: analizzare il rapporto tra etica individuale e etica pubblica in conformità con l’etimologia del termine ethos, che abbraccia sia l’abitudine che il luogo di vita abituale, cioè una determinata comunità sociale.Nella civiltà greca, è la fondamentale esperienza della polis che porta alla fondazione di un’ethos centrato sull’individuo, universalmente vincolante e razionalmente evidente. Con il Cristianesimo torna in primo piano quel riferimento alla teologia che costituiva l’ethos delle culture primitive, da cui l’etica filosofica si era staccata per legittimare meglio l’agire pratico sul piano razionale. La morale cristiana diviene una teologia filosofica che integra l’etica razionale identificando il sommo bene con Dio e il fine dell’agire nell’assimilazione a Dio. Sul piano sociale la realizzazione del fine etico è accedere al regno di Dio, non però solo nell’aldilà ma già in questo mondo. Nel rapporto tra chiesa e stato e nel modo diverso di intenderlo si gioca molta parte dell’etica pubblica medievale e moderna. L’ethos secolare moderno emerge dalla dissoluzione dell’unità della chiesa come ethos dell’autoconservazione dello stato e dei suoi membri. Una svolta nella riflessione etica si ha con l’idealismo. A partire da Kant il centro della morale non è più il Bene ma l’autonomia del soggetto. Ne deriva una spaccatura dell’etica in moralità interiore (virtù) e moralità esteriore (diritto), che l’idealismo assoluto cercherà di ricomporre nell’eticità identificata nello stato. Dalle critiche a una simile etica politica emerge l’etica novecentesca, che propone opzioni diverse a seconda che voglia mantenere l’eredità kantiano-hegeliana o ricusare tout-court l’individualismo moderno riproponendo etiche premoderne. L’opera di Rohls, centrata sugli autori più che sui problemi, si fa apprezzare sia per la chiarezza espositiva che per la valorizzazione dei temi politici e teologici.

Dati aggiuntivi

Autore
Anno pubblicazione 1995
Recensito da
Anno recensione 1996
Comune Bologna
Pagine 575
Editore