Famiglie multireligiose

Esperienze europee di conflitto e integrazione

  • martedì 23 marzo 2004 - 17,30
Centro Studi Religiosi

La sempre maggiore presenza di immigrati da paesi soprattutto extra-europei è ormai un dato di fatto imprescindibile nel delineare il modificarsi e l’evoluzione delle società europee. Sono soprattutto le conseguenze economiche e demografiche di questi processi ad essere affrontate nel discorso politico. Ad esse si aggiungono alcune conseguenze sociali. Tra esse prevale, nel discorso pubblico, il dibattito su forme di disagio sociale e di devianza, e di conseguente allarme della pubblica opinione (immigrazione clandestina e sbarchi, microcriminalità, carcere, ecc.). Meno riflessione si produce e si elabora sui ‘processi lunghi’ di integrazione o co-inclusione di queste popolazioni: riflessione che rimane per lo più confinata ad ambiti specifici, pur importanti, come la scuola, l’educazione multiculturale e poco altro.
Infine, un ampio dibattito investe alcune specificità culturali e religiose (si pensi all’islam), ma sempre sotto forma di nervose e sostanzialmente astratte polemiche culturali, e molto meno di discussione a partire da dati analitici e da osservazioni empiriche. Un aspetto, questo, che riguarda anche le modificazioni nella sfera familiare, un ambito caratterizzante nel delineare le evoluzioni della società stessa. Ne sono un esempio le famiglie dette multireligiose: di per sé non una novità assoluta, ma il fenomeno dell’immigrazione le rende progressivamente più diffuse. La riflessione intorno ad esse parte spesso da a-priori religiosi o ideologici – per quanto spesso inconsapevoli – soprattutto quando si tocca il caso empirico considerato più scottante, quello delle coppie e delle famiglie dette islamo-cristiane: un caso che costituirà il nucleo della nostra riflessione.
Al di là della pertinenza della definizione, a proposito della quale faremo alcune osservazioni introduttive, analizzeremo le principali specificità di queste famiglie, ma anche le conseguenze che la diffusione di modelli familiari diversi, ‘altri’ o a qualsiasi titolo ‘misti’ può avere e di fatto già ha sulle società europee, come parte di un più generale processo di pluralizzazione dei modelli familiari. Poco si percepisce, infatti, che la presenza di immigrati, per la loro rilevanza numerica e per le conseguenze socio-culturali che produce, non determina solo un cambiamento quantitativo di alcuni indicatori, ma un cambiamento qualitativo dell’intera società e delle sue strutture fondative.

Riferimenti Bibliografici


- J. Streiff-Fenart, Les couples franco-maghrébines en France, Paris, L’Harmattan, 1989;
- G. Varro (a cura di), Les couples mixtes, Paris, Armand Colin, 1995;
- S. Allievi, Doppio misto. Le coppie interetniche in Italia, in “Il Mulino”, n. 5, 1997, pp. 959-968;
- M. Tognetti Bordogna (a cura di), Legami familiari e immigrazione: i matrimoni misti, Torino, L’Harmattan Italia, 2001;
- S. Allievi, Le coppie miste: una sfida ai confini identitari, in S. Allievi, Musulmani d’occidente. Tendenze dell’islam europeo, Roma, Carocci, 2002, pp. 87-104;*
- G. Varro, Sociologie de la mixité. De la mixité amoureuse aux mixités sociales et culturelles, Paris, Belin, 2003.

(*) I titoli contrassegnati con l'asterisco sono disponibili, o in corso di acquisizione, per la consultazione e il prestito presso la Biblioteca della Fondazione Collegio San Carlo (lun.-ven. 9-19)

Presso la sede della Biblioteca, dopo una settimana dalla data della conferenza, è possibile ascoltarne la registrazione.

Altre conferenze del ciclo

Torna all'archivio conferenze