L’economia nello spazio globale

Infrastrutture, mobilità e reti di scambio internazionali

  • Andrea Giuntini

    Professore di Storia economica – Università di Modena e Reggio Emilia

  • venerdì 14 febbraio 2020 - ore 17.30
Centro Culturale

Video integrale

I grandi cambiamenti di scenario nell’epoca globale hanno spinto gli studiosi verso un ripensamento semantico di alcune aree della propria ricerca. In particolare nell’ambito dei trasporti e delle comunicazioni ha cominciato a prevalere una visione improntata a una maggiore organicità interpretativa e a una uniformazione delle singole modalità. Si è fatta strada una logica meno frammentata e orientata verso l’implementazione del concetto di mobilità che si riferisce alla gestione, agli utenti, ai rapporti con gli altri settori del sistema economico. Insieme a questo ha assunto un peso crescente la valutazione delle performance in termini di efficienza della gestione, di questioni relative alla proprietà e alla concorrenza e di tariffe applicate. Il concetto di mobilità imprime un maggior dinamismo al quadro, dal momento che le tecnologie globali di trasporto sono le protagoniste nell’ambito del processo di riconfigurazione del potere statale nell’epoca del superamento dei confini, non in una mera ottica di comparazione internazionale, piuttosto ragionando sulla genesi e il funzionamento delle reti in un quadro sganciato dall’egida dello Stato- nazione. Non ha senso, quindi, pensare qualsiasi spazio rigidamente e stabilmente configurato soltanto in termini politici ed amministrativi, quando viceversa occorre leggerlo in una prospettiva dinamica di cambiamento alimentato continuamente dalle modificazioni indotte dalla geometria variabile dei flussi. Sono le connessioni delle reti, o la mancanza di esse, che strutturano gli spazi, attivando e disattivando le potenzialità dei luoghi e in ultima analisi determinandone le traiettorie di sviluppo. […]

A partire dall’ultimo decennio del Ventesimo secolo, il sistema della mobilità mondiale vive una vera e propria rivoluzione, divenendo magna pars dell’economia globale, non solo rispetto al modo di produrre e di distribuire le merci, ma anche al modo di lavorare e di vivere la quotidianità stessa per centinaia di milioni di esseri umani. Fra il 1970 e il 2010 il valore delle esportazioni è cresciuto di 48 volte mentre il prodotto interno lordo di 22 e la popolazione di 1,8. La nuova mobilità globale permette di identificare le connessioni tra politiche di infrastrutturazione, scambi commerciali, assetti territoriali e dinamiche geopolitiche. Il risultato, sotto i nostri occhi, è una vasta riorganizzazione dello spazio economico mondiale. Nuovi criteri organizzativi improntati alla massima flessibilità come il trasporto intermodale, la delocalizzazione di molte attività economiche, l’irruzione poderosa di nuove tecnologie innovative all’interno dei processi produttivi, la sostituzione dell’asse economico di riferimento da quello atlantico a quello pacifico sono soltanto alcuni fra gli elementi che vanno progressivamente mutando il quadro complessivo in modo massiccio e straordinariamente rapido. Si tratta di un vorticoso riposizionamento su scala globale, a cui assistiamo quotidianamente, al quale partecipano sia la mano privata sia quella pubblica in differenti forme e combinazioni. La riduzione degli effetti delle distanze geografiche, tradizionale ostacolo all’espansione dei traffici, è uno dei pilastri del nuovo mondo globalizzato. I limiti imposti storicamente dallo spazio fisico alla mobilità stanno via via riducendosi e le opportunità economiche di un paese o di un’area sono sempre più dipendenti dall’inserimento in una fitta rete di relazioni. La competitività delle imprese aumenta grazie alla minor incidenza del fattore distanza, dunque all’abbattimento dei costi di trasporto e alla riduzione degli squilibri territoriali. La possibilità di comprimere i costi dei trasporti permette la delocalizzazione, i luoghi della produzione e del consumo si allontanano sempre più in funzione della possibilità tecnica di abbassare quei costi. La nascita di interessi geoeconomici e il controllo dell’economia, che nuovi attori globali e potenti multinazionali detengono, trova nella gestione delle reti e delle tecnologie più avanzate del settore dei trasporti uno dei momenti più significativi.

 

(da A. Giuntini, Le infrastrutture dei trasporti del XXI secolo nell’economia globale, in Atlante geopolitico Treccani 2016, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 2016, pp. 35-44)

Presso la sede della Biblioteca, dopo una settimana dalla data della conferenza, è possibile ascoltarne la registrazione.

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