Migrazioni

Movimenti di individui e popolazioni in una prospettiva geopolitica

  • Luca Raineri

    Ricercatore di Scienza politica – Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa

  • venerdì 06 marzo 2020 - ore 17.30
Centro Culturale

Rispetto alla migrazione intra-continentale verso le coste atlantiche e mediterranee, l’Europa ha tradizionalmente rappresentato una meta di secondaria importanza per i migranti di provenienza dall’Africa occidentale. La guerra civile libica, tuttavia, ha stimolato un’ulteriore integrazione dello spazio sahariano con quello mediterraneo, favorendo in particolare la migrazione verso l’Europa attraverso la rotta del Mediterraneo centrale. Dal 2014 i controlli di frontiera in Libia sono stati rimpiazzati da milizie che hanno visto nei traffici – fra cui quelli di persone – un’opportunità per raccogliere risorse da mobilitare nelle contese locali. In questo contesto la città di Agadez, nel nord del Niger, è diventata uno snodo cruciale dei flussi migratori dall’Africa occidentale. Si stima che nel 2016 oltre 300.000 migranti in rotta verso la Libia e – in alcuni casi – verso l’Europa siano passati da Agadez, in provenienza da tutta l’Africa dell’Ovest. Alle porte del deserto del Sahara, Agadez è infatti collegata con le principali capitali della regione da moderne linee di autobus di proprietà di businessman nigerini vicini al potere locale. In un contesto caratterizzato da fragilità endemica – il Niger occupa stabilmente le ultime posizioni al mondo dell’indice di sviluppo umano – e disponibilità limitata di posti di lavoro a seguito della chiusura delle miniere locali di uranio, non sorprende che il “business delle migrazioni” fosse ampiamente tollerato dalle autorità locali, che lo consideravano culturalmente legittimo ed economicamente vantaggioso. […]

Nel frattempo, il dirottamento verso ovest delle rotte migratorie trans-sahariane ha contribuito a fare del Marocco la meta più attrattiva per i migranti in provenienza dall’Africa occidentale, anche in ragione del crescente attivismo diplomatico, economico e culturale del regno marocchino in Africa occidentale. Mentre il Marocco è in grado di assorbire una quota significativa dei flussi migratori dall’Africa occidentale, si sta altresì affermando come principale porta d’ingresso verso l’Unione Europea, attraverso la Spagna, complice anche la progressiva perdita di controllo di Rabat sulla regione frontaliera del Rif. Si registra pertanto un costante e rapido aumento – che approssima il 100% all’anno – degli attraversamenti di migranti dal Marocco alla Spagna, in larghissima parte provenienti da paesi dell’Africa Occidentale quali Mali, Guinea, Costa d’Avorio e Senegal. Ispirato dagli esempi della Turchia e del Niger, a fine giugno 2019 il Marocco ha perciò abilmente negoziato con l’Unione Europea un accordo che prevede importanti agevolazioni commerciali e un sostanziale salvacondotto politico in cambio del contributo all’esternalizzazione delle frontiere europee per il contrasto ai flussi migratori e al terrorismo.

L’insistenza sulla necessità di rafforzare frontiere materiali, amministrative e simboliche volte a ostacolare il flusso di persone attraverso il continente africano e il deserto del Sahara, ampiamente a monte delle coste mediterranee, suona particolarmente stridente nei giorni in cui si sancisce la nascita di un’area di libero scambio di merci su scala continentale, nel corso del vertice dell’Unione Africana paradossalmente riunito proprio in Niger, il paese africano che più di ogni altro si è prodigato ad assecondare la politica dell’Unione Europea di contrasto alla mobilità umana in Africa. Nel frattempo, la crescente vulnerabilità dei migranti in transito nello spazio sahariano e la subordinazione degli aiuti allo sviluppo non già a criteri di buon governo ma alla disponibilità dei governi beneficiari nel contrasto alla migrazione non mancano di mettere in questione i postulati morali su cui l’Unione Europea ha tradizionalmente cercato di caratterizzare la propria azione in Africa rispetto a quella di altri competitors.

 

(da L. Raineri, Il deserto del Sahara: da spazio connettivo a frontiera d’Europa, in G. Carbone e C. Casola, a cura di, Non solo verso l’Europa. Le migrazioni interne all’Africa, Ispi Dossier, 15 luglio 2019, pp. 20-23)

Presso la sede della Biblioteca, dopo una settimana dalla data della conferenza, è possibile ascoltarne la registrazione.

Altre conferenze del ciclo

Torna all'archivio conferenze