Religione e cura di sé – Fondazione Collegio San Carlo

Religione e cura di sé

Offerte terapeutiche nei nuovi movimenti religiosi

  • Eugenio Fizzotti

    Docente di Psicologia della religione - Università Pontificia Salesiana di Roma

  • martedì 05 dicembre 2000 - 17,30
Centro Studi Religiosi

Alle provocazioni, ai bisogni e al grido di aiuto dell’uomo contemporaneo i Nuovi Movimenti Religiosi rispondono attraverso l’offerta di risposte teoriche, di proposte di vita comunitaria, di guide spirituali, di itinerari di maturazione e di scoperta di sé. E in tal modo emerge a chiare tinte il loro ‘potenziale terapeutico’ che li ricollega alle antiche religioni storiche e li pone in contrapposizione agli interventi psicoterapeutici veri e propri.

Ogni uomo ha un forte bisogno di appartenenza, avverte la necessità di sentirsi membro vitale di una comunità. L’alienazione che si vive nelle grandi città e la superficialità dei rapporti interpersonali rendono sempre più urgente l’esigenza di parlare con qualcuno e di ritrovarsi in una comunità che offra un po’ di calore umano. Entrando nel movimento, i nuovi adepti trovano accoglienza, calore, amicizia, sostegno materiale e psicologico. La comunità è una “grande madre”, dove l’individuo può trovare rifugio e risposta a ogni angosciante domanda.

Molti soffrono una forte crisi di identità personale e culturale. In modo particolare, sembra che diversi siano coloro che, di matrice cristiana, non si riconoscono nel tipo di religiosità anonima e poco significativa loro proposta fin da piccoli. E’, quindi, sentita l’esigenza di un’identità individuale e sociale che sia forte, dirompente, precisa, alternativa. Aderire a un movimento, magari di matrice orientale, significa certamente rompere con le coordinate fondamentali della cultura ellenistico-cristiana, ma anche acquisire attraverso l’adesione alla cultura e allo stile di vita hindu un’identità assai delimitata e, proprio perché alternativa e controcorrente, fortemente autoaffermativa. Basti pensare in non pochi casi al modo di vestire, di pregare, di alimentarsi, di relazionarsi agli altri!

Spesso i giovani non trovano risposte alle domande profonde della vita e sentono come inadeguata una vita basata solo sul successo economico, una vita “borghese”, piatta, fatta di sicurezze tecnologiche ed economiche. Sentono la società con le sue attuali agenzie educative (scuola, vita politica e culturale, chiese di stampo cristiano, ecc.) incapace di offrire risposte convincenti, esaustive al loro prorompente bisogno di sicurezza e di verità. Al contrario, i movimenti orientali offrono indicazioni semplici, pronte, portando la base autorevole dei “Veda”, le Scritture più “antiche” del mondo, a conferma delle loro risposte a domande e situazioni complicate: verità assolute, non discutibili né criticabili, facilmente accessibili. La relazione con la divinità, inoltre, è diretta: unica mediazione è il maestro spirituale, che introduce il devoto a un rapporto sempre più autentico con l’assoluto.

Un altro elemento da considerare è che nei movimenti religiosi orientali viene saziato il bisogno di partecipazione e di impegno, poiché a ogni devoto, dopo la prima iniziazione, viene offerta una missione concreta e soprattutto la predicazione assidua per le strade e nelle case.

Certamente il desiderio di valorizzare se stessi e la ricerca della felicità, innati nell’uomo, sono un ulteriore e forte movente nell’adesione ai nuovi tipi di spiritualità e di vita. Ogni aderente, fin dall’inizio, riceve gratificazione, rispetto e attenzione. Ognuno viene valorizzato per quello che è. Non c’è un clima di competitività né di arrivismo. Ognuno, all’interno della comunità, sa di avere la sua importanza, il suo peso, la sua ricchezza. C’è un clima di stima e di sostegno reciproci che anche all’osservatore esterno non sfugge. Essenziale poi è vivere la gioia, la danza, il canto. I riti sacri sono pieni di gioia e di contenta euforia, il che incide molto sul senso di ricerca della felicità. La stessa relazione diretta con la divinità è fonte di gioia e di felicità.

Colpisce, all’inizio di ogni contatto con gli aderenti ad alcuni dei Nuovi Movimenti Religiosi, il loro bisogno di Verità suprema, assoluta, e il loro modo di concepire la “scienza”, senz’altro desueto per noi occidentali. Ogni conoscenza umana è inutile, parziale e talvolta perfino dannosa se non sfocia nella conoscenza della divinità. Solo da tale conoscenza, che è “scienza spirituale”, è possibile risolvere i problemi di fondo, quali la nascita, la malattia, la vecchiaia, la morte. E vale la pena spendere tutta la propria vita, impiegando tutte le proprie forze intellettuali, per giungere al possesso di tale “scienza”, che riveste ovviamente i caratteri dell’infallibilità, della perfezione, della fede.

Un ruolo centrale è infine esercitato dal maestro spirituale, la cui offerta appaga senza dubbio un bisogno profondo dell’uomo: quello di appoggiarsi a una guida sicura che possa in qualche modo facilitare il cammino della vita. Il suo ausilio è indispensabile per progredire nella realizzazione spirituale, ed ogni aderente è tenuto ad avere una guida ed a servirla e rispettarla con onore. Tra i due si instaura un rapporto di sottomissione, di obbedienza e di fiducia cieca. Il maestro è guida sicura e infallibile. E forte è la riverenza che il devoto ha nei suoi confronti. Non manca, però, il pericolo di annichilimento della volontà personale e di deresponsabilizzazione, al punto che tra devoto e guru si può facilmente instaurare un rapporto di reciproco sfruttamento in base al quale il discepolo usa il maestro come pretesto per deresponsabilizzarsi, e dall’altra il maestro sfrutta il discepolo come strumento del proprio potere personale.

Riferimenti Bibliografici


- P. Berger, L’imperativo eretico. Possibilità contemporanee di affermazione religiosa, Torino, 1987*.
- G. Filoramo, Millenarismo e New Age. Apocalisse e religiosità alternativa, Bari, 1999*.
- E. Pace, Credere nel relativo. Persistenze e mutamenti nelle religioni contemporanee, Torino, 1997*.
- A.N. Terrin, New Age. La religiosità del postmoderno, Bologna, 1992*.

(*) I titoli contrassegnati con l'asterisco sono disponibili, o in corso di acquisizione, per la consultazione e il prestito presso la Biblioteca della Fondazione Collegio San Carlo (lun.-ven. 9-19)

Presso la sede della Biblioteca, dopo una settimana dalla data della conferenza, è possibile ascoltarne la registrazione.

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