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ēdūcĕre. Storie di giovani collegiali e sognatori

Quattro mostre in Galleria Verticale e quattro podcast dedicati ad allievi e professori del Collegio dei Nobili di San Carlo


In occasione del 400° anniversario della Fondazione Collegio San Carlo, lo spazio espositivo della Galleria Verticale ospita il nuovo progetto ēdūcĕre. Storie di giovani collegiali e sognatori, un percorso di mostre e podcast alla scoperta di figure che hanno incrociato il loro percorso scolastico, professionale e umano con quello di migliaia di altri ragazzi e ragazze che nei secoli hanno vissuto una parte della loro esperienza fra le mura del Collegio San Carlo. Figure che hanno saputo trarre dalla loro formazione la linfa vitale per poter intraprendere viaggi diversi nel tempo, nello spazio e nell’animo, in grado di cambiare la loro storia e il futuro di molti.

Quattro gli appuntamenti in Galleria Verticale, con altrettanti allievi: Cesare Campori, Girolamo Carandini, Paolo Andreani e Leopoldo Cicognara. A questi si aggiungeranno poi quattro podcast dedicati a due professori del Collegio e dell’Università Popolare, Mario Martinozzi e Bernardino Alimena.

Le celebrazioni per i 400 anni della Fondazione Collegio San Carlo sono realizzate con il sostegno di UniCredit e Fondazione di Modena.

 

Quattro mostre dedicate a quattro allievi dell’antico Collegio dei Nobili di San Carlo

 

Cesare Campori. Unviaggiatorefratempo espazio                                                                  

20 febbraio – 31 marzo

Cesare Campori (1814-1880), nobiluomo modenese dell’Ottocento, un futuro già scritto nel solco della tradizione di una famiglia fedelissima del duca.  

Eppure Campori ha altre idee per il suo futuro. A trent’anni un viaggio per l’Europa cambia il suo modo di vedere il mondo nel quale è nato, ne legge pregi e difetti e appoggia, dalla metà del secolo, la causa unitaria e il cattolicesimo liberale.  

Modenese nel sangue, il marchese Campori affonda le mani nella storia della sua città e del contado, restituendo in opuscoli e volumi i risultati di ricerche svolte con passione e rigore. Ma la storia è anche occasione per immaginare il futuro: da viaggiatore nello spazio diverrà esploratore del tempo. 

In mostra seguiamo i suoi passi nel lungo percorso che lo porta a sognare un’Italia unita e una Modena futuristica, vagando come un flâneur per le strade della sua città come un sognatore che si colloca al tempo stesso nel passato e nel futuro.

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Girolamo Carandini. Il Collegio, la Tasmania e Dracula                                      

10 aprile – 5 giugno

Girolamo Carandini (1803-1870), marchese diseredato, fu allievo del Collegio, figlio di un padre ribelle, ballerino precoce e talentuoso, rivoluzionario, viaggiatore, saltimbanco, maestro: Girolamo Carandini è stato tutto questo e molto altro. 

Marchese modenese diseredato, dopo aver partecipato ai moti rivoluzionari del 1831 è costretto alla fuga da Modena. Si rifugia a Londra e poi trova la sua strada nella lontana Tasmania, dove insegna la danza e il canto europeo ai nuovi borghesi insediatisi nella colonia penale inglese. Qui conosce la moglie, Mary Burgess, capostipite di generazioni di donne dotate di una voce straordinaria.  

Si trasferiscono in Australia, a Sidney e poi a Melbourne dove Girolamo diventa maestro di generazioni di danzatori e cantanti, mentre la moglie e le figlie portano il bel canto per il mondo.  

Un destino, quello della famiglia Carandini, segnato dall’arte che scorre potente nelle vene: fino a Sir Christopher Carandini Lee interprete di Dracula e volto di Saruman. 

 

Paolo Andreani. Il milanese volante                     

12 giugno – 24 luglio e 24 agosto – 25 settembre

Paolo Andreani (1763-1823), milanese inquieto, geniale e insofferente con la passione per la fisica, fu il primo italiano a riprodurre l’invenzione dei Montgolfier e il primo uomo della storia a vedere l’Italia dall’alto. Esploratore instancabile, percorse l’Europa e la giovane America lasciando dietro di sé una corrispondenza fittissima a testimonianza di una vita da romanzo.

 

Francesco Leopoldo Cicognara. Ferrara, Modena, la fuga e l’arte          

2 ottobre – 18 dicembre

Leopoldo Cicognara (1767-1834), ferrarese, scelse per sé stesso una carriera in contrasto con l’indicazione paterna e in Collegio acquisì gli strumenti che gli sarebbero serviti per precisare la sua vocazione: appassionato di miniatura, dopo un viaggio disobbediente e rocambolesco saprà costruire la sua carriera di storico dell’arte riconosciuto nelle generazioni a venire.

 

Tutte le mostre sono visitabili dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 19.00, con ingresso gratuito.

 


 

Quattro podcast dedicati a due illustri professori

 

Bernardino Alimena (1861-1915), giurista, criminologo e politico, ebbe il coraggio di portare alla platea dell’Università Popolare i temi del dibattito degli inizi del Novecento. Criminalità minorile, carcerazione cellulare, il diritto di punire, la relatività dell’illecito penale: temi scottanti in un’Italia in profonda trasformazione, nella quale individua l’educazione come strumento di prevenzione dei mali sociali.

Mario Martinozzi (1874-1935 ca.), letterato e storico dell’arte, fu tra i promotori della storia dell’arte come materia autonoma in un’Italia che scopriva, proprio a cavallo fra i due secoli, il valore del proprio patrimonio storico-artistico. Intuì la potenza delle proiezioni fotografiche e collaborò alla creazione di un immaginario collettivo, formando i suoi allievi alla coscienza del bello.

 

Il percorso espositivo e i podcast sono realizzati grazie al finanziamento della Regione Emilia Romagna, L. 18/2000.

Illustrazione: Ste Tirasso