Enunciazioni religiose e carte costituzionali – Fondazione Collegio San Carlo

Il Dio delle costituzioni. Enunciazioni religiose e carte costituzionali

Le frontiere dell'Europa

Seminario di cultura europea, febbraio – aprile 2010



Alcuni anni fa il dibattito politico e culturale sui contenuti del preambolo alla Costituzione europea – in particolare sull’opportunità di citare il carattere fondativo, per l’Europa, delle radici giudaico-cristiane – ebbe il merito di sollevare pubblicamente una questione rimasta fino ad allora oggetto di analisi da parte di intellettuali e ricercatori: il nuovo ruolo delle religioni nelle società europee. Con il crollo della contrapposizione tra Est e Ovest e con la cosiddetta "fine delle ideologie", sul finire del secolo le religioni avevano infatti progressivamente abbandonato la sfera privata e iniziato ad assumere un significativo ruolo pubblico intervenendo nei dibattiti in corso, su più piani: l’etica, la bioetica, l’identità culturale, il welfare. Questo nuovo ruolo delle religioni comportava una ridefinizione della democrazia liberale classica, che aveva uno dei suoi fondamenti nella neutralità dello Stato nelle materie religiose, che dovevano essere rigorosamente confinate alla sfera privata. Una tale ridefinizione, però, non era questione di poco conto e lo stesso dibattito sulle radici giudaico-cristiane dell’Europa, per quanto spesso condotto in modo superficiale, ne era un indizio: per alcuni aspetti entrava addirittura in discussione la concezione laica di costituzione, intesa sia in senso stretto (come documento fondativo dello Stato) sia in senso ampio (come unità di valori e principi del corpo politico). Occorre infatti ricordare che le costituzioni contemporanee sono il risultato di una storia di lungo periodo che, prendendo le mosse dal processo di secolarizzazione del potere avviato all’inizio dell’età moderna, si è caratterizzata per una sempre più netta distinzione tra politica e religione e per una sempre maggiore laicizzazione dello Stato. Gli snodi storici e teorici intorno al processo di costituzionalizzazione del potere in Occidente sono numerosi, ma certamente tra questi meritano di essere citate le rivoluzioni del XVIII secolo in America e in Francia attraverso cui, con differenti percorsi, inizia a essere sancita sia l’istituzione dello Stato a partire da un potere costituente sia la preminenza della costituzione – resa indisponibile al gioco della mediazione politica – sull’attività legislativa. A partire da questi risultati la cultura occidentale costruirà principi, concetti e istituzioni che oggi troppo spesso sono considerati come semplicemente acquisiti: Stato di diritto e rappresentanza democratica, separazione dei poteri, imparzialità della legge e indisponibilità dei diritti, tra cui, non ultima, proprio la libertà religiosa dei cittadini.
Con la decima edizione del seminario di cultura europea «Le frontiere dell’Europa», il Centro Studi Religiosi intende discutere, attraverso una ricognizione ad ampio raggio, la dialettica tra il fondamento costituzionale delle società democratiche occidentali e le implicazioni legate al nuovo ruolo pubblico delle religioni. A una trasformazione del tessuto sociale, che vede un sempre più articolato pluralismo religioso e culturale, spesso corrisponde una radicalizzazione del richiamo alla tradizione religiosa di appartenenza, intesa come legittima interlocutrice della politica e delle istituzioni. Tutto ciò comporta che la costituzione – in quanto documento fondativo in grado di esprimere valori e principi comuni, di creare unità politica condivisa, di definire diritti e doveri dei cittadini e di regolare l’organizzazione dello Stato – non sembra più essere un fondamento autosufficiente del legame sociale, visto che i singoli precetti religiosi assumono una veste autorevole – per esempio sul piano dell’etica pubblica – grazie al loro presentarsi come riferimento identitario, tanto per gruppi quanto per singoli individui. La questione, in effetti, non è nuova: anche senza attribuire rilevanza a forme di ricorso strumentale alla sacralizzazione della politica che ha più volte condotto al concretizzarsi di religioni civili o di religioni politiche, è necessario ricordare che, proprio nei decenni del secondo Novecento in cui la democrazia costituzionale è sembrata godere di grande fortuna, è stato comunque imputato allo Stato secolarizzato di vivere di presupposti che non era in grado di garantire. Su questa strada, però, sembra di ritornare a un’epoca in cui in Occidente è stato necessario risolvere l’aspro conflitto tra diritto religioso e diritto civile, un conflitto ancora vivo in molte regioni del mondo: il ritorno delle religioni nella sfera pubblica mette infatti in discussione la neutralità stessa delle costituzioni, delineando perciò una nuova idea di Stato e di convivenza civile di cui non è facile individuare i contorni, anche a causa di un grave disorientamento della cultura laica contemporanea. E, in tale contesto, rimane aperta anche la domanda su quale patrimonio comune di principi, diritti e istituzioni sarà possibile costruire il futuro dell’Unione Europea.

Riepilogo

Anno accademico
Tema
  • Il Dio delle costituzioni
Periodo
Informazioni e contatti La partecipazione è libera. A richiesta si rilasciano attestati di partecipazione. Le lezioni si tengono presso la Fondazione Collegio San Carlo, via San Carlo 5, Modena, tel. 059/421237, fax 059/421260.
Il seminario gode dell'accredito ministeriale per la formazione del personale della scuola (D.M. 18 luglio 2005).
La partecipazione agli incontri consente l'acquisizione di 1 CFU per altre attività formative per gli studenti del Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza dell'Università di Modena e Reggio Emilia. Per acquisire il CFU occorre partecipare ai cinque incontri elencati e ad un sesto incontro che verrà organizzato presso la Facoltà di Giurisprudenza (data da definire). È inoltre richiesta la redazione di una relazione scritta sui temi di uno o più incontri (a scelta).
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